La consapevolezza che in quell’istante i nostri rappresentano milioni di noi e miliardi di animali dovrebbe far nascere in loro tutta l’energia necessaria. Il professore in questione (a cadenza ormai fissa come le informazioni meteorologiche) giornalmente cerca di convincere la popolazione italiana che occorre mangiare la carne e che i vegetariani sbagliano ad escluderla dalla loro dieta.
Tutta la filosofia di questo uomo di scienza, tutta la sua dottrina, tutto il suo sapere che va sciorinando da anni in televisione, sui settimanali e sulla carta stampata, tutto il suo sapere di medico, nutrizionista, ricercatore e scienziato, tutta la sua dottrina che finalmente dopo millenni arriva a salvare l’umanità dal flagello di centinaia di terribili malattie è… (udite, udite): “Mangiate di tutto, ma di meno”. Praticamente, quello che già fanno tutti senza avere bisogno dei preziosi consigli del nutrizionista; cioè continuate a mangiare come avete sempre mangiato, però mangiate di meno.
Ora, siccome questa illuminante affermazione non trova riscontro nelle leggi naturali in quanto l’uomo sarebbe il solo animale a mangiare di tutto senza danneggiare se stesso, lascia perplessi sulla efficacia o sulla buona fede. Ma si sa la salute non rende: è la malattia che da sostentamento ad un esercito sconfinato di persone. Cosa significa mangiare di tutto? Che l’uomo può mangiare salame, patatine fritte, lardo, zuccheri e i cibi raffinati, bere la Coca Cola ecc. insomma mangiare anche i cibi considerati spazzatura che stanno generando un’umanità di ammalati cronici? Il signore in questione sarà consapevole che le sue affermazioni fanno più danno della grandine?
Sarà consapevole che l’uomo è quello che mangia e che da pezzi di cadaveri di animali non può venire né salute né vita per l’uomo che non possiede gli enzimi per digerire le proteine della carne né lo stomaco adatto? Sarà consapevole che oltre al terrore, all’istamina, all’adrenalina alla putrescina, alla cadaverina ecc. dell’animale chi mangia la carne ingerisce anche le malattie dell’animale e tutti i prodotti chimici, che gli vengono somministrati?
Il prof. Calabrese da dove pensa che vengano tutte le malattie moderne che stanno portando il genere homo al progressivo decadimento fisico, mentale e morale, come infertilità, arteriosclerosi, obesità, ipertensione, diabete, osteoporosi, cancro ecc. dal momento che almeno il 70% delle malattie sono dovute alla cattiva alimentazione?
Fino al 1910 l’infarto si può dire era sconosciuto, oggi il 45% della gente muore per questa malattia; sconosciuta era anche l’arteriosclerosi.
Nel 1900 una persona su 30 moriva di cancro oggi ne muore una su tre, non solo perché la vita media è aumentata: il cancro cresce a ritmi vertiginosi in tutte le fasce di età, compresa quella infantile.
Su l’Espresso di maggio 2007 nel dossier relativo all’aumento del cancro, tra l’altro si legge: “Le ricerche hanno dimostrato il collegamento tra il consumo di carni rosse e grassi saturi coi tumori del colon, quello delle carni alla griglia con la neoplasia dello stomaco”.
Fonti ufficiali affermano che si potrebbero scongiurare l’80% dei tumori con un adeguato stile di vita.
Domanda: dal momento che la dieta degli onnivori è composta da alimenti vegetali ed animali, se ogni Istituto di ricerca accreditato a livello mondiale raccomanda di consumare giornalmente frutta e verdura per proteggere l’organismo dalle malattie, qual è l’elemento incriminato che ci danneggia se non è quello vegetale? Il professore in questione naturalmente attribuirà la colpa all’inquinamento, all’uso di pesticidi in agricoltura, agli additivi negli alimenti, all’elettrosmog.
Ebbene, è stato dimostrato che nella carne vi è un concentrazione di sostanze tossiche 14 volte superiore rispetto ai vegetali e che tale percentuale sale a 40 nel latte e nel grasso animale, vere e proprie discariche. E’ stato altresì sperimentato che eliminando il consumo di carne si può ottenere una riduzione del rischio di infarto del 90% e del 97% del rischio di ictus cerebrale.
La carne, che il professore raccomanda di includere nella nostra dieta, è stata messa in relazione con l’insorgere delle peggiori malattie, tra queste: allergie, carenze di calcio, cancro allo stomaco, all’intestino, al colon, al retto, al pancreas, alle vie urinarie, appendicite, vene varicose, trombi, emboli, calcoli biliari, fibromi uterini, ipertrofia prostatica, lesioni al fegato, senilità precoce, candidosi,, insufficienza renale, diverticolosi, emorroidi ecc.
Ma l’esimio professore dice che la nostra filosofia alimentare è fallimentare in quanto noi vegani per stare in buona salute abbiamo bisogno di ricorrere agli integratori di vit. B12 e di ferro eme.
Qual’ è il problema?!
I benefici che ne derivano dall’esclusione della carne sono talmente tanti che il paragone fa solo ridere, soprattutto se si pensa a quanta sofferenza e a quante vite di animali vengono risparmiate.
Ma probabilmente al professore non viene in mente che ogni volta che invita a mangiare la carne sta probabilmente contribuendo a generare dolore, sofferenza e morte precoce a molte persone che seguiranno il suo consiglio, oltre che a condannare ad un’esistenza infame e ad una morte atroce migliaia, se non milioni di animali innocenti.
Ma lui è un nutrizionista e si sa la scienza non può tenere conto della coscienza, dell’etica, dell’anima (realtà impalpabili): che scienza sarebbe? Il ferro eme? Il professore sa benissimo che la quantità di questo elemento nell’organismo dei vegani è sostanzialmente uguale a quello degli onnivori perchè ciò che maggiormente consente l’assimilazione del ferro non eme è la presenza di vit. C che i vegani assumono in abbondanza con i vegetali e che studi recenti condotti su vegetariani e vegani hanno rilevato che l'anemia da carenza di Ferro non è più comune in queste categorie rispetto alla popolazione onnivora.
Quindi se è vero, come sostengono molti Istituti di fame mondiale, molti ricercatori, medici e scienziati del calibro di H. Shelton, G. Albert, B. Benner, H. Diamond, H: Sherman, M.O. Brucker, G. Messedié, J. Andrè, O.L. Abramowski, L.R. Brown, M.C. Latham, V. Reynolds, H. Chittenden, A. D’Elia, W.S. Hoffmann, L. Costacurta, K. Nolfi, G. Tallarico, L.H. Allen, A.I.Mosseri, A. Nader,, E. Piccoli, o: Alabaster, R. Rassel, E. Winter, B. Commoner ecc., che la carne è la causa delle peggiore malattie, comprese quelle tumorali, invogliare la gente a consumare questa sostanza dovrebbe essere considerato un crimine contro la vita.
Mentre alla dieta carnea sono imputabili le peggiori malattie la dieta vegetariana presenta solo vantaggi, i più immediati ed evidenti sono: fisici (lo stato di salute dei vegetariani e vegani è praticamente e sostanzialmente migliore degli onnivori); mentali: essendo la carne un alimento adatto agli animali predatori ìncita l’uomo all’aggressività e alla violenza a causa dell’accumulo nel nostro cervello di dopamina e adrenalina i due neurotrasmettitori responsabili della grinta e dell’aggressività negli animali predatori; etici: il vegetariano non ha sulla coscienza il peso dell’angoscia e del terrore degli animali assassinati per il piacere della sua gola; economici: con un kg di carne si possono acquistare 20 di vegetali; ambientali: per ogni kg di carne si distruggono 10 kg di derrate utili all’uomo, 10 mq di foresta, 50.000 litri di acqua potabile e mezzo litro di petrolio; l’inquinamento: nessuna attività umana inquina quanto l’industria della carne; un terzo delle risorse naturali sono assorbite dall’industria della carne, senza contare la sofferenza di chi si ammala e l’iperbolica cifra delle spese mediche necessarie a curare le malattie dovute a tale raccomandata alimentazione.
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