La loro sopravvivenza dipendeva proprio dal saper applicare quella lezione.
Avendo compreso che le prove della vita li spingevano ai limiti delle più intense sofferenze, i Navajo scoprirono che quelle sfide erano anche in grado di fare emergere i loro maggiori punti di forza. La chiave della sopravvivenza consisteva nell'immergersi nelle sfide della vita, ma senza perdere se stessi durante l'esperienza. Avrebbero in pratica dovuto trovare una sorta di "ancòra" - una convinzione che avrebbe dato a ciascuno la forza interiore necessaria per sopportare le prove - da aggiungere alla consapevolezza che ci sarebbero stati giorni migliori.
Quel luogo interiore di potere conferì loro la fiducia necessaria per poter correre dei rischi, cambiare la loro vita e dare un significato al loro mondo. [...]
Sebbene lo scenario sia mutato e le circostanze non siano le stesse, anche oggi capita di trovarci in situazioni che scardinano le basi delle nostre credenze, mettendo alla prova i confini della nostra sensibilità e sfidandoci a superare gli eventi che ci arrecano dolore. [...]
Con l'eloquenza tipica dell'antica saggezza, la tradizione navajo fa riferimento a un concetto di vita che attribuisce direttamente a ciascun individuo la responsabilità di vivere nella felicità o nella sofferenza.
Esso è giunto a noi con il nome di "Preghiera della Bellezza", la cui essenza può essere riassunta in breve frasi. In sole 20 parole gli anziani navajo ci tramandano una ricercata forma di saggezza, che ricorda l'esistenza di un collegamento fra il nostro mondo interiore e quello esterno, un legame riconosciuto dalla scienza solo di recente.
Ogni frase, composta di tre parti, ci offre la percezione del nostro potere di modificare la chimica del corpo umano e di influenzare in senso quantistico le possibilità presenti nel mondo. [...]
I Navajo usano la frase -NIZHONIGOO BIL IINA- che corrisponde approsimativamente alla seguente traduzione: - LA BELLEZZA DI CUI TI CIRCONDI, LA BELLEZZA SECONDO CUI VIVI, LA BELLEZZA SU CUI FONDI LA TUA VITA -
Grazie alle parole di un autore da tempo dimenticato, la semplicità di questa preghiera porge una nuova vena di speranza, quando ogni altro tentativo sembra fallire. [...]
Nella sua linearità si cela la chiave per risolvere uno dei maggiori misteri umani: come sopravivvere alle ferite della vita?
Anzichè proteggerci possiamo calarci dentro l'esperienza, guidati dalla consapevolezza che qualunque ferita è solo temporanea. [...]
************ ********* *********
Altra versione della preghiera alla Bellezza:
POSSA BELLEZZA ESSERE SOPRA DI ME
POSSA BELLEZZA ESSERE SOTTO DI ME
POSSA BELLEZZA ESSERE INTORNO A ME
POSSA BELLEZZA DENTRO ME
************ ********* ********* ********
Racchiusa nel sapere di coloro che ci hanno preceduti, ritroviamo l'antica saggezza capace di ridare forza alle nostre preghiere di pace e guarigione.
Dagli antichi scritti gnostici ed esseni alle tradizioni dei nativi di tutte le Americhe, il dolore, la benedizione e la bellezza sono concordemente riconosciuti come chiavi di sopravvivenza rispetto alle maggiori prove cui è sottoposta l'umanità. La preghiera è il linguaggio che ci permette di applicare le nostre lezioni di vita alle situazioni che viviamo.
Da questa prospettiva "saggezza" e "dolore" sono i due estremi della stessa esperienza.
L'inizio dello stesso ciclo.
Il dolore si pone come sentimento iniziale, risposta istintiva a una perdita, a un dispiacere o a notizie dei media che turbano la nostra sensibilità. La saggezza rappresenta l'espressione del dolore dopo la sua guarigione. Noi trasformiamo il dolore in saggezza, dando nuovo significato alle esperienze dolorose. Benedizione, bellezza e preghiera sono gli strumenti di cambiamento di cui disponiamo. è...]