L’istruzione scolastica, non potrà mai essere Olistica poiché si occupa di un solo tipo di crescita: la crescita intellettuale nel senso superficiale del termine. Questo significa infarcire i giovani di parole e teorie su ciò che è giusto, su ciò che è sbagliato, su cosa devono pensare e su cosa devono fare. A livello mentale, questo tipo di educazione ci rende estremamente evoluti, ma dentro di noi c’è poca sostanza e significato; ed è proprio questo sentimento interiore, invece, a generare la vera azione. L’azione che non è dettata da un’idea, ma da un sentimento intimo che si collega alla radice più profonda del nostro essere autentico. Vivere senza il contatto con questo sentire, senza vedere questa luce della nostra essenza, ci porta a vivere un fingimento, un’artificialità che ci impedisce di emanare la nostra essenza. Diventiamo come un fiore di plastica che non ha profumo. La nostra mente si rinchiude nelle idee, i nostri pensieri si nutrono di opinioni e le nostre azioni diventano meccaniche.
Nell’Europa settentrionale sono stati condotti degli esperimenti per avviare all’interno delle scuole pubbliche una pedagogia sperimentale capace di mettere il soggetto al centro dell’interesse scolastico per non considerarlo più materiale passivo d’apprendimento su cui introiettare una quantità esagerata di concetti mnemonici. Tali ricerche, ovviamente, sono state fortemente osteggiate poiché rendevano l’individuo libero da paure, non più gestibile e controllabile dal sistema sociale.
Un’educazione reale non può prescindere da una Pedagogia della Libertà.
La scuola pubblica per sua costituzione, non potrebbe mai accettare una simile Pedagogia. L’insegnamento curriculare è subordinato al sistema sociale che si fonda sul principio delle “2P” (non della P2 che è un’altra cosa). Le due “P” stanno a significare rispettivamente: POTERE/PAURA. Se noi educhiamo i nostri bambini alla sottomissione e alla Paura, di contro nasce l’esigenza del controllo e del Potere sull’altro. Questo sistema si muove esclusivamente sulla sopraffazione del più forte sul più debole, ovviamente l’aspetto economico è solo la parte più evidente di tale logica.
L’inevitabile conseguenza del potere è l’ambizione sia essa spirituale o terrena, conduce sempre a una forma di ansia tale da impedire alla mente la chiarezza e l’intelligenza. Tutti noi conosciamo benissimo la paura; ci è stata accuratamente trasmessa ancora prima che dalla scuola, dalla nostra stessa famiglia.
La Paura ci mette di fronte ad un limite, il mantenimento e la sottomissione al limite ci rende insicuri, chiusi, scomputati. La vita è invece una continua ricerca della verità, ma questa è possibile solamente se si è veramente liberi dentro. Solo avendo il coraggio di vivere una permanente rivoluzione interiore possiamo dire di essere liberi e non adeguati ai bisogni di un sistema che neppure conosciamo, perché troppo lontano da noi.
Lo scorso anno una sua ardita collega volle condurre un esperimento con la propria classe della III elementare, sapendo che io mi occupo di Pedagogia Olistica, mi lasciò i suoi allievi per circa venti minuti mentre lei si era allontanata cautamente, curiosa di vedere cosa sarebbe successo in quel frangente. Al suo ritorno in aula i bambini erano letteralmente esplosi. Non c’era un angolo della stanza che non fosse stato occupato: alcuni stavono sopra i banchi altri sotto a cavalcioni, tre facevano bandierina con le ante delle finestre, altri tentavano la scalata degli attaccapanni, uno si era rampicato sulla mia spalla destra, uno stava sotto le mie gambe a un altro mi tirava per il braccio. Il caos generato era reso ancora più vivo dagli schiamazzi e dal rumore delle percussioni su qualsiasi oggetto. Nulla era rimasto al suo posto!
Aprendo la porta, il suo sgomento fu davvero intrattenibile, con toni preoccupati dopo essersi ripresa, mi disse che questo non era affatto il modo di tenere una classe e che in questo modo sarebbe stato praticamente impossibile effettuare qualsiasi tipo di lezione.
In effetti, aveva ragione lei: per addomesticare i bambini quello che io avevo fatto era stata la cosa peggiore che avessi potuto fare. Le maestre, purtroppo, sono costrette a comprimere l’io dei bambini per poterlo asservire al progetto formativo standardizzato, all’uopo, tanto più sono brave a manipolare, schiacciare e sottomettere la libera espressività dei bambini tanto meglio si realizza la tenuta della classe e la rispettiva trasmissioni di concetti stantii.
Dopo che l’io del Bambino è stato letteralmente devastato, si può ricostruire con una costosa terapia che in genere rappresenta un’altra forma di controcondizionamento.
Nel modo in cui il seme osa sfidare le forze di gravità che lo serberebbero sottoterra per innalzare il suo virgulto verso il cielo, fiorire e portare a compimento i propri frutti. Allo stesso modo la Pedagogia Olistica che per sua natura è un processo controcorrente, ardisce infrangere la scorza della presunta civiltà per dare la possibilità al soggetto di portare in luce la propria unicità, il germogliare dell’individuazione e la maturazione dei suoi frutti spirituali.
La Pedagogia Olistica Abbraccia in pieno questa visione che non potrebbe mai essere condivisa dall’istituzione scolastica. Il MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca), ha dato parere negativo al Riconoscimento della nostra scuola di Pedagogia Olistica argomentando che la Pedagogia Olistica non è scientifica. Ovviamente nessun tipo di Pedagogia che si occupi veramente di educazione nel senso di e-ducere, può essere scientifica; il mondo interiore sia del bambino sia dell’adulto è infinito e incommensurabile per tanto non è oggetto di scienza. Il motivo del diniego, è da attribuirsi, ovviamente, alle finalità che la Pedagogia Olistica espressamente dichiara: incoraggiare quella totale rivoluzione del nostro modo di pensare e di essere per risvegliare quelle forze di creatività e libertà in ogni individuo che conducono a un’ampiezza di spirito e a una gioia del cuore.