24.11.2007: La porta per l'ascensione.La vita dopo la morte è una facoltà dell'Anima.
Capacità d'oltrepassare la soglia, o meglio il velo della realtà fisica per poter accedere alla dimensione sottile. La vita dopo la morte è un concetto, anche se apparentemente "spaventoso" nelle sue sembianze teoriche, fondamentale per la visione della Luce, in quanto chi concentrando la propria esperienza terrena nella sola realtà materiale avrebbe parte mancante come bagaglio d'esperienza in quella fase chiamata "trapasso".
Oltrepassando il velo di Maya, l'illusione svanisce, l'uomo assorbe la vita come totalità, giorno, notte, vita e morte, caratteristiche che sovrapposte rendono la memoria e il ricordo immortale.
Quando una porta è definitivamente aperta, un'Anima può accedere prima o poi al varco che dona conoscenza, ed è proprio qui che si segnerà la propria esperienza a libro aperto.
28.11.2007: DESTATI
By Franco:
ottavaora.it_Destati_
Gioia di vivere
vita sempre vera
naturale
quello che oggi manca al tuo sentire.
Destati dunque
uomo
e vinci il tuo letargo,
è giunta l'ora
si è nel nuovo mondo e si può fare.
Perché lo scopo è ricominciare
per respirare a fondo
pienamente
la Pace che pervade Terra e Cielo.
Per diventare Luce, come il Sole
senza tramonto e neanche oblio
raggio che risolve la speranza
certezza d'esser uomo che non muore.
_Erwecke Dich_
Lebensfreude
Leben stets wahr
natürlich
welches Dein Fühlen heute vermisst
Darum erwache
Mensch
und besiege Deinen Tiefschlaf, die Stunde hat geschlagen
man ist in der Neuen Welt und man kann es schaffen.
Denn wieder anzufangen ist das Ziel
um zu atmen tief
voll
Frieden, der die Erde und den Himmel durchdringt.
Um Licht zu werden, wie die Sonne
ohne Untergang und nicht einmal Dämmerung
Strahl, der die Hoffnung löst
Sicherheit Mensch zu sein, der nicht stirbt.
30.11.2007: PER L'AVVENTO
La pioggia di stelle - Fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una bambina che non aveva più né il babbo né la mamma, ed era tanto povera senza una stanzetta dove abitare né un lettino dove dormire. Non aveva proprio più nulla se non gli abiti che aveva addosso, e in mano un tozzo di pane che le aveva donato un'anima pietosa. Ma era tanto buona e pia. E poiché era abbandonata da tutti, vagò qua e là per i campi, fidando nel buon Dio. Incontrò un povero uomo che disse: -Ah, dammi qualcosa da mangiare! Ho tanta fame!-. Ella gli porse il suo pezzetto di pane e disse: -Che Dio ti benedica!- e continuò per la sua strada. Poi venne una bimba che si lamentava e diceva: -Ho tanto freddo alla testa! Dammi qualcosa per coprirla!-. Ella si tolse il berretto e glielo diede. Dopo un po' ne venne un'altra che non aveva neanche un giubbetto e gelava; ed ella le diede il suo. E più in là un'altra le chiese una gonnellina; ed ella le diede la sua. Infine giunse in un bosco e si era già fatto buio; arrivò un'altra bimba e le chiese una camicina; la pia fanciulla pensò: "E' notte fonda, puoi ben darle la tua". E diede anche quella. E mentre se ne stava là senza più niente addosso, d'un tratto caddero le stelle dal cielo, ed erano tanti scudi lucenti. E benché avesse dato via la sua camicina, ne aveva addosso una nuova, di lino finissimo. Vi mise dentro gli scudi, e fu ricca per tutta la vita.
FUER DIE ADVENTSZEIT:
Gebrüder Grimm - Die Sterntaler
Es war einmal ein kleines Mädchen, dem war Vater und Mutter gestorben, und es war so arm, daß es kein Kämmerchen mehr hatte, darin zu wohnen, und kein Bettchen mehr hatte, darin zu schlafen, und endlich gar nichts mehr als die Kleider auf dem Leib und ein Stückchen Brot in der Hand, das ihm ein mitleidiges Herz geschenkt hatte. Es war aber gut und fromm. Und weil es so von aller Welt verlassen war, ging es im Vertrauen auf den lieben Gott hinaus ins Feld. Da begegnete ihm ein armer Mann, der sprach: »Ach, gib mir etwas zu essen, ich bin so hungerig.« Es reichte ihm das ganze Stückchen Brot und sagte: »Gott segne dir's«, und ging weiter. Da kam ein Kind, das jammerte und sprach: »Es friert mich so an meinem Kopfe, schenk mir etwas, womit ich ihn bedecken kann.« Da tat es seine Mütze ab und gab sie ihm. Und als es noch eine Weile gegangen war, kam wieder ein Kind und hatte kein Leibchen an und fror: da gab es ihm seins; und noch weiter, da bat eins um ein Röcklein, das gab es a uch von sich hin. Endlich gelangte es in einen Wald, und es war schon dunkel geworden, da kam noch eins und bat um ein Hemdlein, und das fromme Mädchen dachte: »Es ist dunkle Nacht, da sieht dich niemand, du kannst wohl dein Hemd weggeben«, und zog das Hemd ab und gab es auch noch hin. Und wie es so stand und gar nichts mehr hatte, fielen auf einmal die Sterne vom Himmel, und waren lauter blanke Taler; und ob es gleich sein Hemdlein weggegeben, so hatte es ein neues an, und das war vom allerfeinsten Linnen. Da sammelte es sich die Taler hinein und war reich für sein Lebtag.