- Colin Andrews:
“I cerchi nel grano sono forme circolari, in cui la vegetazione viene piegata e disposta in forme geometriche perfette”.
- Freddy Silva:
“Il cerchio nel grano è una zona in cui le leggi dell’elettromagnetismo, del suono e della luce, sono state alterate”.
- Bert Janssen:
“Sono forme che raccontano qualcosa in modo subliminale, influenzando la mente. Sono una specie di portale verso un sé più elevato”.
- Rod “Bearcloud” Berry:
“Per me non sono necessariamente comprensibili razionalmente, ma piuttosto con il cuore e l’anima. Sono un linguaggio spirituale silenzioso che parla degli elementi di cui siamo fatti”.
- Andreas Muller:
“Credo che abbiano a che fare con i fenomeni sconosciuti e i misteri della natura, piuttosto che con gli alieni”.
- Janet Ossebaard:
“Sono un miracolo ed un dono di Dio”.
- Andy Thomas:
“Non ne ho idea. Li studio da 11 anni e ne so meno di quando ho iniziato. Ma sono fantastici, ispirano le persone, e sono un mistero”.
In effetti ognuno di loro, dal suo punto di vista, ha ragione. Perché non esiste una risposta “ufficiale” alla domanda “cosa sono i cerchi nel grano”.
Tuttavia questo non può e non deve generare confusione, perché oggi molte cose si sanno con certezza. Evidentemente poi, a partire da queste poche certezze, è inevitabile e legittimo che ognuno costruisca una sua personale interpretazione. Vediamo dunque di focalizzare l’attenzione su alcuni dati di fatto incontrovertibili, che ci dicono – fattualmente - cosa sono i “crop circles”:
* Sono forme geometriche (non sempre perfette) che si formano (o vengono create) generalmente durante la notte (probabilmente nell’arco di poco tempo, nell’ordine di secondi o minuti) attraverso l’appiattimento della vegetazione in senso orario o antiorario, centrifugo, rettilineo, a svastica, composito. Le colture interessate sono varie: grano, colza, mais e ogni genere di cereali; erba, in rari casi si ha notizia anche di cerchi sull’acqua, ghiaccio, neve o sabbia. Le forme sono generalmente di quattro tipologie: circolari, ad anello, ellittiche o quadrangolari.
* I cerchi compaiono in una notte, qualunque sia la loro dimensione, ma si sono riscontrati rari casi in cui si sono formati di giorno, ed altri casi in cui ai primi cerchi sono state apportate delle forme aggiuntive fatte in notti successive, a volte anche piuttosto distanti da quella della prima creazione, a volte totalmente o parzialmente sovrapposte.
* Con il passare degli anni le forme geometriche dei “crop” sono andate diversificandosi e sofisticandosi, dando luogo a formazioni sempre più complesse e spettacolari. Secondo alcuni ciò è la prova che si tratterebbe dell’evoluzione di un’arte terrestre o manifatturiera umana, attraverso la raffinazione di una tecnica sempre più articolata (ed in effetti molti circoli di falsari hanno raggiunto gradualmente un alto livello di sofisticazione nel costruire cerchi). Secondo altri si tratterebbe invece di una risposta dei veri circle-makers a chi, ingenuamente o con arroganza, avrebbe preteso di creare cerchi con mezzi terreni o inappropriati; oppure di una strategia aliena per coinvolgerci in modo graduale, allo scopo di non sconvolgerci. Secondo altri ancora, questa evoluzione è dovuta a fattori naturali come l’aumento del campo magnetico terrestre, ed è influenzata dal vento solare e da altre concause di natura geofisica e metereologica. In ogni caso alcuni crop presentano delle strutture geometriche e simboliche molto complesse, e spesso le formazioni grafiche possono essere viste nella loro completezza solo dall'alto, da un aereo. * L’anno successivo alla formazione di un cerchio, e quindi diversi mesi dopo la mietitura successiva di quel campo, sul terreno è spesso rimastra una traccia “fantasma” del cerchio. Questo significa che anche il sottosuolo è stato interessato dal fenomeno, ed ha subito degli influssi. O più semplicemente la presenza sul terreno di significativi resti delle spighe appiattite del crop, interferiscono sia sulla quantità di seme caduto all’interno di quelle zone sia sulla sua normale capacità di sviluppo, percui la disposizione delle piante e la loro crescita (fitta/meno fitta, stentata/meno stentata) ricrea, in parte, il crop circles ospitato in quel terreno precedentemente.
* I cerchi sembrano avere un legame geografico con le aree preistoriche, in particolare gli antichi cerchi di pietre megalitiche (ad esempio Stonehenge, nel Wiltshire). Questo tuttavia è vero soprattutto (e non sempre) nel caso inglese e tedesco, ma credo sia azzardato ipotizzare un legame particolare tra cerchi e siti preistorici. Vero invece che le formazioni si formano quasi sempre in zone in cui il terreno ricco di acqua nel sottosuolo o comunque arabile.
* In alcuni casi è stata ritrovata, in corrispondenza dei cerchi, una certa quantità di “polverina bianca”, poi identificata al microscopio elettronico come biossido di silicio e quarzo. La stessa polvere, detta di “Coconino”, si trova in Arizona, USA, vicino a Coconino Peak e si trova anche all'interno e nei pressi del cratere del Meteor Crater. Alcuni ritengono che queste particelle sferiche di biossido di silicio (così appaiono al microscopio) vengano formate dalla fusione della sabbia eventualmente posata dal vento sugli steli prima dell'azione termica. In rari casi si sono trovati anche filamenti gelatinosi noti come “capelli d’angelo”, di cui non si conosce ancora oggi esattamente la composizione né l’origine.
* Il grano è piegato, non spezzato, ed i margini del disegno appaiono quasi sempre molto netti e precisi. A volte, oltre che piegato, il grano è anche intrecciato in strati sovrapposti, e di tanto in tanto presenta lievi bruciature all’altezza del primo stelo a partire da terra (dove anche avviene la piegatura). Solo raramente, probabilmente a causa della potente energia che li produce, alcune spighe vengono divelte e gettate fuori dal cerchio e la vegetazione viene danneggiata.
* Gli insetti tra le spighe sono stati trovati tutti morti o fortemente tramortiti, secondo alcuni studi letteralmente "esplosi", come se fossero stati esposti ad un forte calore. Tuttavia, fanno notare gli “scettici”, i casi di insetti morti sono rari, e sono dovuti alla Entomophthora muscae, un fungo che attacca le mosche. Il fatto che dalle analisi non sia stato rilevato questo fungo è perché una volta morte, altri funghi (alternaria e cladosporium ad esempio) attaccano le mosche, sostituendosi alla Entomophthora. La posizione della mosca con addome piegato e ali alzate, zampe tese e rostro incollato, lascia immaginare che sia stato il fungo la causa della morte, e non affatto delle radiazioni al microonde, con le quali – sostiene ad esempio l’ingegner Grassi del Cicap – le mosche non esplodo, le ali non si sollevano, e il rostro non si allunga né si incolla.
* Il grano (o la coltivazione) di solito non risulta particolarmente danneggiato, e le spighe continuano a crescere in senso orizzontale. Spesso la crescita delle spighe raccolte all’interno di un “crop circle” è anomala (più lenta in certi casi o fino a 5 volte maggiore in altri casi), come ha dimostrato un esperimento sulla germinazione condotto dallo stesso Haseloff, e pubblicato su una importante rivista scientifica. Inoltre i chicchi delle spighe raccolte nei cerchi risultano deformati, mentre quelli di “controllo” (cioè prelevati nel restante raccolto, al di fuori del cerchio, per poter fare dei raffronti) sono perfetti. Le spighe piegate presentano mutazioni genetiche, con deformazione dei chicchi, ingrossamento dei nodi, esplosione dei pori delle cellule, riproducibile artificialmente mettendo le spighe in un comune forno a microonde per circa due minuti. Si presume dunque una rapida ed intensissima esposizione a una fonte di calore da parte delle spighe interessate.
* Non ci sono impronte tra il grano né vicino ad esso. Le spighe, si ritiene, si spezzerebbero e si rovinerebbero se calpestate, come quando avviene quando arrivano i primi visitatori del sito2. Gli scettici ed i detrattori hanno fatto però notare come sarebbe stato possibile ed agevole accedere ai campi attraverso i solchi dei trattori, che sono presenti i tutti i cerchi. Vedremo però, anche con le fotografie, che questa obiezione non è sempre ed esattamente valida, poiché sebbene vi siano i solchi dei trattori che attraversano o lambiscono sempre qualsiasi formazione nel grano, è altresì vero che in alcuni casi vi è una parte della formazione – come ad esempio un cerchio separato – che è a se stante e non si avvicina ad alcun tracciato, né vi è traccia di calpestamento tra questo e la restante parte della formazione. Infine in alcuni campi di granoturco non vi sono affatto questi sentieri tracciati dai trattori o dalle macchine agricole.
* All'interno di alcuni cerchi sono riscontrate anomalie dello spettro elettromagnetico e radioattivo, che spesso suscitano nausee e mal di testa ed altre volte generano malfunzionamento di strumenti sensibili come orologi, fotocamere, microfoni ecc. Molti sostengono che all'interno dei cerchi appena formati si può sentire un basso ronzio o, a volte, un fischio costante ed ipnotico. Gli scettici ritengono che si tratti per lo più di autosuggestione. Alcuni studiosi hanno invece rilevato all’interno di alcuni cerchi, nelle 24-48 ore successive al momento in cui si era formato, un suono con una frequenza di circa 5,2 Hz.
* Si è constatata la modificazione chimica del terreno dove compaiono i disegni. All'interno dei disegni non ci sono le sostanze inquinanti presenti al di fuori degli stessi, forse per il forte calore impiegato nella costruzione dei crop circles. Da indagine di laboratorio si è potuto constatare che i valori delle sostanze minerali inquinanti del terreno rilevati nei campioni presi all'interno dei crop circles differiscono in percentuale significativa da quelli presi all'esterno, anche se questi erano a pochi centimetri di distanza dal disegno. Ad esempio nel caso del "Bilanciere" del Canavese è stato riscontrato come il suolo, all'interno del disegno, non presentasse tracce di ordinario inquinamento.
* Molti testimoni, senza prove a confermare le loro affermazioni, confermano di aver visto "sfere luminose" volare basse sui campi ad alta velocità. In alcuni casi si hanno fotografie di tali sfere (note come “balls of light”, o più semplicemente “BOL”) e perfino un filmato – sulla cui attendibilità vi sono ancora forti dispute - che mostra tali sfere creare in pochi secondi un cerchio nel grano. Sulla natura di tali “BOL” vi sono varie teorie di natura scientifica, meteorologica, ufologia ecc di cui dirò più avanti.
* I cerchi che sappiamo essere stati fatti dall'uomo presentano indizi inequivocabili 2 Molti ritengono che utilizzando particolari cautele, se si volesse addentrarsi in un campo di grano o di erba senza lasciare tracce evidenti, si potrebbe riuscire a farlo in vari modi. della loro manifattura: buchi nel centro dove sono posti i pali di misurazione, segni del passaggio di piedi, imperfezione nei margini, dimensioni contenute, difficoltà a celare il lavoro durante la notte della creazione, spighe spesso spezzate, mai intrecciate, e soprattutto assenza di fenomeni biologici e di mutazioni genetiche delle piante. Tuttavia alcuni falsi sono davvero opere d’arte. La disputa su quando, come e perché siano cominciati questi falsi è ad oggi irrisolta (tanto che secondo la maggior parte delle persone poco informate sono “tutti” falsi). Ci sono comunque ormai prove piuttosto evidenti che portano a concludere se non altro che molte formazioni non possono essere state fatte da un gruppetto di persone annoiate.
* I cerchi hanno la tendenza ad apparire molto vicino a basi militari (il Wiltshire ne è disseminato) e l'interesse dimostrato dall'esercito inglese e da quello statunitense per il fenomeno è un fatto documentato e – secondo alcuni - piuttosto sospetto. Anche i servizi segreti e i governi si sono a più riprese interessati al fenomeno (a Colin Andrews un ufficiale britannico chiese un dossier di ricerca da stendere per il governo Thatcher3). Questo, naturalmente, ha dato adito ad altre speculazioni che coinvolgono voci di armi segrete e nuove tecnologie testate sul territorio, ma qui si entra in un ambito che non è mia intenzione andare a scandagliare. Sono invece piuttosto d’accordo con l’ipotesi, assai più semplice e verosimile, che l’esercito come le istituzioni si interessino al fenomeno poiché lo ritengono potenzialmente importante (esattamente come ogni ricercatore). Ciò sarebbe anzi una ragione di ottimismo, sempre che le eventuali scoperte da parte di questi attori non finiscano poi in carte “top sectret” delle quali non è dato sapere nulla (ma a quanto racconta Colin Andrews, che avrebbe dei contatti in CIA, i servizi e le istituzioni non hanno una conoscenza del fenomeno che supera quella degli altri ricercatori, anche perché altrimenti non si spiegherebbe perché avrebbero chiesto a lui una ricerca per il governo).
Queste sono, molto schematicamente, le caratteristiche salienti dei cerchi che sono stati analizzati sempre più a fondo da un numero sempre crescente di ricercatori, scienziati, neofiti ed appassionati.
Che si abbia alla fine una opinione diversa non è necessariamente un elemento negativo, bensì potrebbe perfino facilitare il confronto e stimolare nuove ricerche.
Come dice Haseloff
“il fatto stesso che non lo so, mi spinge ad andare avanti [con la ricerca]”.
Ma poiché qualcuno ha tentato in più riprese di ridurre il tutto ad una barzelletta, vorrei iniziare a parlare di ciò che si sa, che è stato appurato, partendo dalla banale e basilare constatazione che i “crop” ci sono, hanno una loro storia ed evoluzione, sono un fenomeno complesso, e sono proprio lì sotto gli occhi di tutti. Vediamo allora quali sono le principali teorie ed ipotesi.
Per ragioni di spazio le varie teorie sono trattate approfonditamente nella
versione PDF di questo documento. Qui ci limiteremo ad una brevissima enunciazione-elenco.
L’IPOTESI “NATURALE” E QUELLA METEOROLOGICA
e la teoria di Terence G. Meaden
L’IPOTESI DELLA CREATIVITA’ E DELL’INGEGNO UMANO
Dalla Land Art, all’ipotesi della burla organizzata.
GAIA: IL PIANETA VIVENTE
LE LEYLINES
LE BOLS (Balls Of Light)
L’INTERAZIONE TRA NATURA E FORZE CELESTI
L’IPOTESI UFOLOGICA
LE IPOTESI MILITARI ED ESPERIMENTI SEGRETI
Tra complottismo e realtà
EINE KLEINE EINFÜHRUNG:
Kreise im Kornfeld von Andreas Müller
Sind die eigentümlichen Muster mehr als nur Schwindel? Dies behaupten Kornkreisforscher weltweit und präsentieren neue merkwürdige Theorien.
Entgegen der weit verbreiteten Meinung, Kornkreise seien ein Phänomen unserer Tage oder Stoff aus Märchen und Legenden, gibt es schon seit Jahrhunderten zahlreiche glaubhafte Berichte über derartige Formationen. Sogar die renommierte Wissenschaftszeitschrift "Nature" erwähnte bereits 1880 Kornkreise im englischen Surrey. Die Entstehung der teilweise hoch komplexen, sich in kürzester Zeit bildenden geometrischen Muster in Kornfeldern allerdings blieb bislang weitgehend rätselhaft.
Wohlfeile Erklärung
Schnell fanden viele Medien in selbstbekennenden Fälschern eine einfache, wenn auch die Fakten vernachlässigende Lösung - behauptet Andreas Müller, Kornkreisforscher und Leiter des "International Crop Circle Archive" in seinem Buch "KORNKREISE - Geometrie, Phänomene, Forschung" (AT Verlag). Auch nach Gerald Hawkins, einem emeritierten Mathematiker und Astronom aus Boston, können die komplexen Geometrien der Figuren unmöglich in den wenigen Stunden der Dunkelheit in Feldern konstruiert werden. Sie basierten, so Hawkins 1992 in der Zeitschrift "Science News", auf komplizierten Theoremen der euklidischen Geometrie.
Hinweise auf übernatürliche Phänomen
Biophysikalische Analysen stützen die Hypothese der Kornkreis-Forscher, dass zahlreiche Kreise nicht menschengemacht sein können. William Levengood vom "Pinelandia Biophysical Laboratory" in Michigan fand an den Pflanzenproben signifikante Anomalien, die so noch nie in von Menschenhand angelegten Kreisen gefunden worden seien. Einige der festgestellten Veränderungen, wie etwa geplatzte oder deutlich ausgedehnte Wachstumsknoten, konnten im Labor annähernd durch Mikrowellenbestrahlung reproduziert werden. In anderen Fällen fand sich auf Boden und Halmen eine glasurartige Eisenoxid-Schicht, welche in dieser Form wohl nur durch Temperaturen von über 500 Grad Celsius entstehen kann.
Ließ ein Hitzeblitz den Boden schmelzen?
Dies bestätigt eine Studie im Auftrag von Nancy Talbott, Präsidentin der Forschungseinrichtung "BLT Research Team Inc." in Cambridge, Massachusetts. Dabei wurden Bodenproben aus einer kanadischen Kornkreisformation und Kontrollproben aus deren Umgebung einer röntgen-diffraktometrischen Analyse unterzogen, mit der sich die Kristallinstruktur der Tonmineralien untersuchen lässt. Die in den Proben nachgewiesene erhöhte Kristallinität entsteht entweder unter Hitzeeinfluss oder enorm hohem geologischem Druck. Da Letzteres wohl ausgeschlossen werden könne, komme vor allem Hitzeeinwirkung in Betracht. Da aber unwahrscheinlich sei, dass in der Natur über mehrere Stunden unbemerkt derart hohe Temperaturen aufträten, vermuten die Forscher eine deutlich intensivere, zugleich nur für Nanosekunden wirkende Hitzekomponente.
Ionisierte Luftmassen
Als Hypothese hat sich ein mysteriöser "Plasma-Wirbel" herauskristallisiert - eine Art elektrisch geladenes Wirbelsystem. Dieses Modell könnte auch die bereits zahlreich dokumentierten Lichtphänomene über Kornkreisen erklären, so Terence Meaden, Gründer des "Journal of Meteorology": Denkbar wäre, dass mitgeführte Teilchen aufgrund des so genannten "triboelektrischen Effekts" durch Reibung statische Elektrizität erzeugen, dadurch die wirbelnde Luftmasse ionisieren und so das Leuchten über die Felder zaubern.
Kornkreise sind gut dokumentiert
Besonders eindrucksvoll war der im August 2001 im englischen Wiltshire entstandene Gigant aus 409 Kreisen auf einer Fläche von rund 50 000 Quadratmetern. Vermutlich kommen zu den mehr als 6000 bisher in über 60 Ländern dokumentierten Kornkreisen alljährlich 150 bis 300 neue Formationen rund um den Globus hinzu. Die faszinierenden Formen des vermeintlichen Naturphänomens werden also weiterhin Gegenstand der Forschung bleiben - und kontroverser Diskussionen.
> Einige Angaben (Mengenangabe u.ä.) wurden aktualisiert <
FRAGEN UND ANTWORTEN:
Fakten vs. Behauptungen
Vorab
Immer wieder sind bestimmte Ergebnisse und Aussagen der Kornkreisforschung das Ziel von Angriffen durch Skeptiker und Kritiker. Die Verfechter dieser Positionen stellen sich mehr und mehr als "Aufklärer" und einzig wahrhaft objektive Beobachter dar. Da jedoch kaum eines dieser bisher aufgebrachten Argumente gegen die Gültigkeit der angesprochenen Merkmale, Indizien und Beweise einer wissenschaftlichen oder objektiven Prüfung und Diskussion der tatsächlichen Fakten standhält, haben wir uns entschlossen, diesen Vorurteilen und Behauptungen belegbare Fakten entgegenzusetzen.
Inhalt:
- Kornkreisforscher leugnen die Existenz und Machbarkeit menschengemachter Kornkreise
- Kornkreisforscher/Kornkreisforschung/Szene verallgemeinert
- Nicht Man-Made = Außerirdischer Ursprung und Botschaft der Aliens
- Kornkreise - ein modernes Phänomen?
- Geometrische Analysen basieren auf nicht objektiven Daten
- Ist es unter Kornkreisforschern absolut verpönt einen Kornkreise selbst anzufertigen?
- Biophysiologische Veränderungen an Pflanzen - normale Wachstumsveränderungen?
- Aufgeplatzte Wachstumsknoten - ein natürlicher Effekt?
- Vermeiden Kornkreisforscher es absichtlich Man-Made Formationen zu untersuchen?
- Doppel-Blindtest
- Alle Biofelder sind gleich
- Farmer profitieren von den Kornkreisen
- Kornkreis-Geräusch ist Singvogel
- Fälscher noch nie auf frischer Tat ertappt?
- Der Unterschied zwischen Eisenoxid und Eisenspäne
- Wer sind die Zeugen für eine Kornkreisentstehung bei Tage, Stonehenge 1996?
- Ist die geomantische Lage von Kornkreisen ein Echtheitsbeweis?
- Haben Naturwissenschaftler noch nichts gefunden?
- Gibt es Augenzeugenberichte von Kornkreisentstehungen ohne menschliches Zutun?
- Sind einzelne, weiterhin aufrechtstehende Halme ein Echtheitsbeweis?
- Wie hoch ist der Schaden eines Kornkreises?
Hier:
Dieses Argument wird hauptsächlich dann aufgebracht, wenn es darum geht (wenn auch suggestiv), die Kornkreise einzig und allein als Erscheinung unserer mediengeprägten Zeit und somit als das wohl allzu offensichtliche Werk von gelangweilten Selbstdarstellern und/oder Künstlern darzustellen.
DIE FAKTEN
Es ist mittlerweile durch zahlreiche Dokumente und glaubwürdige Augenzeugen belegt, dass es schon lange vor 1978 zahlreiche Kornkreise weltweit gab. Zahlreiche Märchen und Legenden rund um den Globus erwähnen bereits Phänomene, die dem, was wir heute "Kornkreise" nennen, nahezu wortwörtlich entsprechen:
Im Märchen "Die Zwölf Schwäne" heißt es:
"Jeden Morgen ging der Bauer hin zu dem Acker und weidete seinen Augen an dem goldgelben Korn. Da war eines Morgens etwas davon niedergetreten, eine kreisrunde Fläche. (...) Als er näher zusah, da war er doch mehr verwundert. Denn der Weizen war niedergetreten und auch doch nicht niedergetreten, als wäre es nur von ganz leichten Füßen gewesen, und was bedeutete die kreisrunde Fläche?"
Auszug aus "Die Zwölf Schwäne", WISSER, ERNST: Dummhannes - deutsche Volksmärchen für Kind und Haus, Kreiling: Erich Wewel 1948
Mitte des 19. Jahrhunderts beschreibt ein Augenzeuge, ein Herr Reuter aus Niederzier im heutigen Nordrhein-Westfalen, dann auch schon die ersten Kornreise-und Ringe in Deutschland. In diesen Ringen und Kreisen war "das Gras oder die Saat wie von einer Schleife niedergedrückt."
HENSSEN, GOTTFRIED: Sagen, Märchen und Schwänke des Jülicher Landes, Bonn 1955
Selbst die naturwissenschaftliche Zeitschrift "Nature" berichtete bereits 1880 ausführlich über Kreise im englischen Surrey:
"Als wir(...) das Weizenfeld eines benachbarten Farmers besuchten, fanden wir dieses (...) in kreisrunden Flächen niedergeschlagen vor. Eine Untersuchung aus nächster Nähe zeigte, dass alle diese Kreise die gleichen Charakteristiken aufzeigten: Einige stehende Pflanzen bildeten das Zentrum, während die Ähren und Halme der niedergelegten Pflanzen alle wohlgeordnet in eine Richtung weisend, einen Kreis um das Zentrum bildeten. Die Kreisfläche war durch eine kreisrunde Wand unbeeinträchtigter (stehender) Pflanzen begrenzt."
Nature 22, 29. Juli 1889, S. 290-192
Das erste Foto einer Kornkreisformation findet sich in in einer archäologischen Zeitschrift über die englische Grafschaft Sussex aus dem Jahre 1932. Es zeigt einen großen Einzelring in einem Gerstenfeld bei Chinester im heutigen West Sussex.
Selbst die typischen englischen Kreise sorgten bereits viel früher als 1978 für öffentliches Interesse. So berichtete die Lokalzeitung "The Evesham Journal" am 10. Juni 1960 ausführlich über eine Formation dreier konzentrischer Kreise nahe Evenlode in der Grafschaft Gloucestershire. Bereits drei Jahre später setzte sogar die britische Regierung eine Team von Wissenschaftlern ein, um eine Formation aus einem Ring, einem Oval, sowie einem Kraterloch in einem Weizenfeld bei Charlton in Wiltshire zu untersuchen.
Immer wieder stoßen wir auch noch heutzutage bei unseren Recherchen bei lokalen Anwohnern von Kornrkeisfeldern und den betroffenen Landwirten auf Zeugen, die sich an derartige Erscheinungen selbst aus den eigenen Kindertagen erinnern können oder welche die merkwürdigen Kreise noch aus Erzählungen ihrer Eltern und Großeltern als etwas Besonderes und "nichts natürliches" kennen.
Bisher konnten über 400 Kreise und Formationen aus der Zeit vor 1980 dokumentiert werden.
Lesen Sie bitte hierzu auch folgende Beiträge:
· Kornkreise im Werk der Brüder Grimm
· Kornkreise in Schweden 1926
· IZISHOZE ZAMATONGO - Credo Mutwa über das traditionelle Wissen über Kornkreise und artverwandte Phänomene in Afrika
· Buch: "PHÄNOMEN KORNKREISE - Forschung zwischen Volksüberlieferung, Natur- und Grenzwissenschaft"
* zu finden beispielsweise in Beiträgen von: ZEIT, Planetopia, sternTV, Harald Hoos, Florian Brunner, Ulrich Magin, Werner Walter, CSICOP, CENAP, GWUP