VIDEO DARSHAN

I exist. My Lord exist. My search for His glimmer, my search for His grandeur is never ending. I am moving unto Him, moving along in a never ending path. The search for the Great by the little is called mysticism. The fundamental point of spirituality depends on this mysticism, and when this mysticism, this outward existence of msyticism, coincides with the inner spirit of mysticism - the goal is reached. Unit becomes Cosmic - and for that - and for that attainment of this - we have come to the world. So our life is not meaningless. Our everything is meaningful. And by our knowledge, by our action, by our sincerity, we will be improving our meaningfulness from unit to infinite. ---
Shrii Shrii Anandamurti
KIIRTANIYAH SADA HARII - Always sing the Kiirtana of the Lord. BABA NAMA KEVALAM is an Austaksarii (8 syllables) Siddha Mantra (a mantra powered by Shrii Shrii Anandamurtijii, the most competent spiritual Master of the present time). The inner meaning of this mantra is that whatever there in this expressed world or beyond are the expressions the divine love of the Supreme Lord, Who is the most Beloved asset of the devotee's heart. By chanting and dancing with this Mantra wholeheartedly one can overcome all sorts physical, mental and spiritual afflictions. This is a series of Video clips made by HARI PARIMANDALA GOSTHI, Kolkata.
KIIRTANIYAH SADA HARII part 1 of 11- dove viene spiegato come cantare il
KIIRTAN del Signore.
BABA NAMA KEVALAM è un
Siddha Mantra (astaksarii) di 8 sillabe in cui ogni sillaba ha un preciso significato. Il Siddha Mantra deve necessariamente avere 8 sillabe ed è stato ''vibrato'' dal sadGuru in persona, Shrii Shrii Anandamurtijii, il Maestro spirituale della nostra epoca scientifica. Il significato più intimo del mantra è che qualsiasi entità è l'espressione del Divino Amore del Signore Beato (
HARI) e perciò cantando e danzando con sentimento devozionale di puro amore
BABA NAM(A) KEVALAM(A), ci si relaziona direttamente con
LUI... superando tutte le barriere fisiche e mentali che ci affliggono (per approfondimenti consultare il capitolo
''bio-psycho-spiritual system of kiirtana'' pag 115-116-117 di
Ananda Vacananmrtam part 30). La devota di kolkata - Indonesia, il cui username di youtube è
hariparimandala, ha fatto una serie di videoclips sul Kiirtan molto simpatici, allegri, devozionali e pure scientifici.

KIIRTANIYAH SADA HARII - Always sing the Kiirtana of the Lord - Part 7 of 11: BABA NAM(A) KEVALAM(A) is an Austaksarii (8 syllables) Siddha Mantra (a mantra powered by Shrii Shrii Anandamurtijii, the most competent spiritual Master of the present time). The inner meaning of this mantra is that whatever there in this expressed world or beyond are the expressions the divine love of the Supreme Lord, Who is the most Beloved asset of the devotee's heart. By chanting and dancing with this Mantra wholeheartedly one can overcome all sorts physical, mental and spiritual afflictions. This is a series of Video clips made by HARI PARIMANDALA GOSTHI, Kolkata.
PREFERITI DI HARIPARIMANDALA
PARAMA PURUS'A E NÃO DOGMAS V-1.2
RAMESH 1954Palestra de Prabhát R. Sarkar sobre um sloka de Yudhisthira abordando o significado de DHARMA - Espiritualidade Pura.
PREFERITI DI SUDHIIRANANDA
Fonte: spaziosacro.itArticolo scritto da anirvan
YOGA e Fisica QuantisticaMonday, April 28th 2008, 4:37 PM
E' da qualche tempo che sto comparando alcuni studi sulla 'psicologia dello yoga' con le ultime scoperte in campo di fisica quantistica e teorica.
Basilare per la comprensione di alcuni fenomeni 'quantistici' e 'yogici' è il processo della meditazione.
Quando dirigiamo la nostra attenzione verso un dato oggetto o luogo in un determinato momento, attiviamo la nostra consapevolezza.
Sembra che nel vasto campo della consapevolezza (coscienza) non ci siano limiti precisi che indichino dove 'finiamo' noi e dove 'comincia' il resto dell'universo.
Attraverso la ''sincronicità'' cosmica descritta molto bene da Carl Gustav Jung e Wolfang Pauli (premio Nobel per la fisica), gli esseri viventi sono collegati tra loro e l'universo in maniera ''non locale''.
P.R. Sarkar (1921-1990) lo afferma chiaramente nel capitolo 2, verso 10, pag 117 dell'Ananda Sutram: ''OTAH PROTAH YOGABHYAM SAMYUKTAH PURUSOTTAMAH''.
Ossia ''Purus'ottama, il nucleo della Coscienza Cosmica, è connesso ISTANTANEAMENTE con ogni entità vivente in maniera individuale (otah yoga) e in maniera collettiva (protah yoga)''.
Anche i ''nuovi'' fisici affermano le stesse cose: tutto nell' universo è collegato e la comunicazione non locale fa sì che l'informazione avvenga istantaneamente anzichè alla (finita) velocità della luce come sosteneva Einstein. Cio' non vuol dire che le teorie di Einstein fossero sbagliate, tutt'altro, ma erano solamente incomplete.
Grazie al fisico teorico/quantistico David Bohm (1917-1992) che ha integrato alle teorie di Albert E. anche le piu' rivoluzionarie teorie quantistiche di Heisenberg, Dirac, Bohr ecc., è nata la sua teoria dell'universo olografico, la quale esprime il concetto di universo come lo Yoga sostiene da millenni: la realtà della materia segue di pari passo quella della coscienza.
Secondo Bohm vivere significa diventare una persona con un suo ego e un suo microuniverso, significa fare in modo che all'interno di quel piccolo microuniverso che è la nostra vita quotidiana possa nascere una consapevolezza che, tramite il nostro essere qui ed ora, aiuti la materia ''divina'' che alberga nell'oceano di frequenze vibrazionali infinite, a diventare cosciente di se stessa. A diventare a sua volta persona (interessante notare come pure per i Vaishnava, ossia coloro che adorano l'Omnipervadente Fonte Originale, Sri Krsna non sa di essere Dio ma lo scoprirà tramite l'Amore dei Suoi devoti).
Decisamente ispiranti ed interessanti sono i dialoghi tra David Bohm ed il pensatore-filosofo indiano Jiddu Krisnamurti...
Recenti ricerche mostrano (e perciò confermano) che l'idea di una realtà esterna, esistente in modo completamente indipendente da chi la osserva, deve essere superata da una visione che unisce non solo osservatore e osservato, ma l'intera umanità in una realtà che può essere modificata quando qualcuno dirige su di essa la sua attenzione.
In questo contesto, l'essere umano ha chiaramente un ruolo cruciale, in quanto non si pone più come un osservatore passivo della realtà ma partecipa attivamente alla sua evoluzione soprattutto grazie alle informazioni che produce mediante ciò che pensa. Questa ''interazione è cio' che C.G. Jung chiamava ''inconscio collettivo''.
''Cio' che pensi, diventi'' dicono le scritture tantriche, le Upanisad, la Bhagavad Giita, il Bhudda, la 'nuova' fisica ecc...
L'osservatore incide, volente o nolente, su tutto quello verso cui dirige la sua attenzione.
Credo che l'attuale situazione di emergenza mondiale, ci stia dunque spingendo verso nuovi territori di consapevolezza, sollecitandoci a riscoprire chi siamo per sopravvivere a ciò che abbiamo creato.
Massimo Teodorani, Roger Penrose, Stuart Emeroff, Fred Alan Wolf, Ervin Laszlo, Massimo Corbucci, Bruce Lipton, Giuliana Conforto, Joe Dispenza sono solamente alcuni tra i ricercatori piu' brillanti dei nostri giorni perchè integrano alla loro mente razionale, matematica e scientifica una buona dose di intuito (''yogico'') e mentalità aperta.
Vi è una vasta letteratura yogica e scientifica perciò che dimostra chiaramente ed inconfutabilmente che la 'meditazione' modifica i parametri esterni relativi allo stato degli eventi che riguardano la sfera dello Spazio-Tempo-Energia, cioè la “realtà virtuale”.
Si narra anche di alcuni casi di guarigione di persone che hanno meditato sulla loro malattia ed hanno costantemente, giorno dopo giorno, visualizzato la disgregazione della malattia stessa.
E' un classico esempio di meditazione trascendentale che modifica ciò che l’attuale scienza accademica non può modificare. Molti degli eventi miracolosi, o ritenuti tali dalla religione, altro non sarebbero che forti alterazioni della probabilità di accadimenti futuri, che vengono stravolti dall’ “onda di volontà”, magari attivata inconsciamente durante meditazioni a sfondo religioso.
L’effetto massa sarebbe fondamentale, poiché queste guarigioni si otterrebbero più facilmente quando tanta gente sta “pregando”: ''...i meccanismi che determinano le nostre difese immunitarie sono ancora in larga misura sconosciuti. In particolare sono in gran parte avvolte nel mistero le relazioni che intercorrono tra il sistema immunitario e le condizioni psico-emotive. Ma che tali relazioni siano una realtà è oramai dimostrato scientificamente al di là di ogni dubbio'' (E. Sternberg e P. Gold, “II corpo, la mente e la malattia”, tratto da “I Farmaci: dalla natura alle biotecnologie”, Le Scienze Quaderni, n. 102, Milano 1998).
Anche per la Fisica le cose cominciano a quadrare in questo senso: nel 1982 un’equipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico ALAIN ASPECT, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX° secolo.
Alain Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che alcune particelle (di materia) subatomiche, come gli elettroni, in determinate condizioni sono capaci di comunicare istantaneamente l’una con l’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri.
Questo fenomeno è denominato 'entanglement' ('intreccio') per il quale ogni parte del Tutto è connessa (istantaneamente) con il Tutto. Grazie alla sincronicita' dell'entanglement, ogni singola particella sa esattamente ed istantaneamente cosa stanno facendo tutte le altre, poichè non vi è una reale divisione/distanza ma solo la illusoria percezione di essa.
P.R. Sarkar (chiamato 'Srhii Shrii Anandamurti'), con l'esempio delle goccioline d'acqua ci viene in aiuto: le goccioline del mare (le nostre menti) si percepiscono dapprima come goccioline d'acqua, separate, autonome ed egocentriche... poi consapevolizzandosi nel corso dell'esistenza si rendono conto che sono parte del mare (della coscienza), ANZI che sono loro stesse il mare sconfinato (della coscienza).
Ci sono ancora dei fisici 'accademici' che negano la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce perchè A. Einstein formulo' la sua teoria della relatività in base al principio che niente puo' superare la velocità della luce... ma l’esperimento di A. Aspect è una prova che il legame tra le particelle subatomiche è effettivamente di tipo non-locale, ossia istantaneo.
La teoria di Einstein non è sbagliata ma solamente incompleta... perchè le particelle subatomiche sono connesse non-localmente e non ad una velocita' finita come quella della luce.
Anche lo Yoga insegna da millenni questo principio: l’Universo è una forma-mentis della Mente Cosmica (generata dal Supremo Purusha), è un immenso ologramma. E' immenso perchè confrontato a misura d'uomo... è olografico perchè le parti ed il tutto SONO una sola immagine. ''Diversi livelli di consapevolezza, diversi livelli di realtà'' diceva anche il buon Giordano Bruno.
David Bohm, il noto fisico teorico dell’Università di Londra, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva come la percepiamo noi con i sensi non esiste, o meglio è illusoria.
Nonostante la sua apparente solidità, l’Universo è in realtà un ologramma gigantesco (gigantesco a misura nostra) e splendidamente dettagliato. Sono gli elettroni che, con i loro balzi quantici, conferiscono massa e volume al nucleo dell'atomo dandoci la 'percezione' della solidità dei corpi di materia.
Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto, indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione. Egli sosteneva che, ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale (tutto ciò è poeticamente espresso in molte opere di narrativa indiana e filosofia yogica. Nella 'Bhagavad Gita' di Vyasa Deva, nel 'Jiva-Dharma' di Srila Bhakti Vinoda Takura, negli 'Yoga-Sutra' di Patanjali, nelle raccolte 'Shubasita Samgraha' e negli 'Ananda Sutram' di Sri Anandamurtiji).
In un Universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali, poiché concetti come la località vengono infranti in un Universo dove nulla è veramente separato dal resto.
Anche il tempo e lo spazio tridimensionale dovrebbero essere interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso: ''il tempo e lo spazio non sono condizioni in cui viviamo bensì modi in cui pensiamo'' è scritto nelle Upanisad vediche.
Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma in cui il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente.
Il Dott. Carl Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei singoli neuroni od in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello... proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica.
Quindi il cervello stesso funzionerebbe come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo quest’organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato.
Per dare ''qualche'' numero...è stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare, durante la durata media della vita, circa 10 miliardi di informazioni e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione.
Infatti semplicemente cambiando l’angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubo di spazio, ma anche correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo.
Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall’enorme 'magazzino' del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici.
Non è necessario scartabellare una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale, perché ogni frammento d’informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri.
Le cosiddette guarigioni miracolose di Joshua ben Joseph (Gesu' figlio di Giuseppe, detto il Cristo) potrebbero percio' essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza capace di provocare dei cambiamenti nell’ologramma corporeo.
Allo stesso modo potrebbe darsi che alcune tecniche di guarigione alternative, come la visualizzazione, risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo 'reali' quanto la 'realtà'.
Il neuroscienziato italo-americano Joe Dispenza ha misurato questo fenomeno con apparecchiature particolari tipo EEG+TAC a scansione elettronica:
- Il soggetto [A] guarda una mela.
Al soggetto [A] si illumina una parte del cervello.
- Il soggetto [A] immagina una mela.
Al soggetto [A] si illumina la stessa parte del cervello.
Nel film "what the 'bleep' do we know..?.." (ma che 'caspita' ne sappiamo..?..) gli chiedono a questo proposito: ''Qual'è percio' la realtà per il nostro cervello..??.. quella che vede o quella che immagina?''
E dottor J.D. risponde: ''Tutte e due..per il cervello non fa differenza se immaginiamo o guardiamo con gli occhi, semplicemente perchè in realtà non sono gli occhi che vedono ma è una parte del cervello. La stessa che immagina.
P.R. Sarkar, grande mistico e santo dell'India dei nostri tempi, chiama l'universo 'volizione macropsichica', ossia pensiero della Mente Cosmica.
Concludendo, ci si rende conto che gli insegnamenti dei fisici moderni cominciano ad assomigliare sempre di più a quelli dei santi e degli spiritualisti apparsi nel corso dei secoli.
Uno dei più importanti astrofisici del XX° secolo, Sir Arthur Eddington (1882-1944) e il matematico, astronomo e fisico Sir James H. Jeans (1877-1946), sostenevano che la materia dell'universo è materia mentale e nel 1930 affermavano: ''La materia è una struttura fatta di onde in movimento senza fine, essa non è semplicemente energia 'imbottigliata' [Einstein (E=mc2)], ma è coscienza 'imbottigliata'. Il mondo materiale costituisce l'intero mondo dell'apparenza, non l'intero mondo della realtà. L'immagine finale della sua struttura più intima è interamente formata da onde e i suoi ingredienti sono costruzioni del tutto mentali.''
Riferimenti bibliografici:
- P.R. Sarkar - Shrii Shrii Anandamurti (subhasita samgraha part 4; supreme expression parts 1-2; ananda sutram; ananda vacanamrtam part 30; yoga psychology).
- Massimo Teodorani (David Bohm, la fisica dell'infinito).
- Srila Bhaktivedanta Prabhupada (la Bhagavd Gita, cosi' com'è).
- Giuliana Conforto (universo organico e l'utopia reale).
Dedica: - al mio Maestro P.R. Sarkar, che sin dai primi anni della sua infanzia nel Bihar, stato dell'India dove è nato nel 1921, ha attratto gli esseri viventi grazie al suo profondo amore per l'umanità e li ha guidati lungo la via dell'autorealizzazione. Adattando l'antica scienza millenaria del Tantra Yoga (che non riguarda assolutamente il sesso, come erroneamente si crede in occidente ma bensì l'espansione mentale e il raggiungimento di varie esperienze mistiche con la pratica della Sadhana spirituale) ai bisogni della nostra epoca, Egli ha sviluppato una filosofia scientifica e razionale e un sistema di discipline pratiche per lo sviluppo fisico, mentale e spirituale. I suoi discepoli, riconosciutolo come un maestro spirituale realizzato, lo hanno chiamato "Shrii Shrii Ánandamúrti" cioè "colui che attrae gli altri impersonando la beatitudine" ma si rivolgevano a lui chiamandolo semplicemente "Baba", padre.
Coloro che hanno seguito i suoi insegnamenti hanno visto la loro vita trasformarsi via via che superavano le debolezze e le tendenze negative della mente e sperimentavano la pace e la beatitudine interiori: ispirati dal suo esempio di altruismo, essi hanno rivolto la loro energia al servizio della società e all'elevazione degli oppressi.
Nel 1955, mentre ancora conduceva una normale vita di famiglia e lavorava per le ferrovie, P. R. Sarkar fondò l'organizzazione Ananda Marga ("il sentiero della beatitudine") e incominciò a formare monaci e laici che diffondessero i suoi insegnamenti per "l'autorealizzazione e il servizio all'umanità" in tutta l'India e poi nel resto del mondo. L'Ananda Marga, volendo riflettere l'ampiezza della visione universale del suo fondatore, è diventata un'organizzazione con molte sfaccettature, che si dedica all'elevazione dell'umanità in varie forme e in vari ambiti in particolare attraverso attività di servizio sociale e di soccorso in caso di calamità, e promuovendo l'istruzione, l'arte, la rinascita intellettuale, una visione ecologicamente compatibile dello sviluppo e un'economia basata su principi umanistici.
Nel campo dell'ecologia e della coscienza ambientale, Sarkar ha proposto la filosofia del Neoumanesimo, estendendo lo spirito dell'umanesimo fino ad includere l'amore per gli animali, le piante e gli oggetti inanimati; ha iniziato un programma globale di scambi di piante per la salvaguardia e la diffusione di migliaia di specie di piante in tutto il mondo; ha dato avvio, nei centri Ananda Marga di varie parti del mondo, alla costruzione di riserve per la protezione degli animali.
Nell'ambito della filologia e della linguistica, P. R. Sarkar ha scritto diversi volumi sulle lingue bengali e sanscrita: spiegando l'evoluzione dell'alfabeto, delle parole e di frasi idiomatiche di queste due lingue, ha gettato luce sulle espressioni di tutte le lingue indiane, sull'evoluzione delle lingue indoeuropee e sulle tradizioni culturali ed esse legate, con intuizioni innovative che continuano a suscitare l'interesse degli studiosi.
Nel campo della scienza, nel 1986, Sarkar ha introdotto la teoria della Microvita: in una serie di discorsi egli ha sostenuto che gli elementi basilari della vita sono le microvite, emanazioni di pura coscienza, portando così una rivoluzione concettuale alla base stessa delle teorie fisiche e biologiche. La Teoria delle microvite crea un legame fra il mondo della percezione e quello della concezione: approfondendo le loro ricerche in questo senso, le varie discipline della fisica, della biologia e della matematica si fonderanno in un'unica scienza per comprendere la reale natura dell'universo.
Nel campo della musica, della letteratura e dell'arte Sarkar ha esortato gli artisti a non seguire la filosofia che vede l'arte come fine a se stessa "arte per il gusto dell'arte", ma li ha incitati a fare della loro arte un servizio svolto per dare felicità e ha dato delle linee guida per raggiungere questo scopo. Ha scritto trattati filosofici, ma anche storie per bambini, opere di narrativa e teatrali. Dal 1982 fino al giorno della sua morte avvenuta nell'Ottobre del 1990 ha composto 5018 canzoni conosciute con il nome di Prabhat Samgiita (Canzoni della nuova era). Queste bellissime canzoni, che esprimono l'universalità delle manifestazioni spirituali dell'uomo, sono state scritte, per la maggior parte, nella sua lingua madre, il bengali: sono state apprezzate e lodate da molti eruditi bengalesi per le loro espressioni poetiche e simboliche.
Per il benessere dell'intera società Sarkar ha proposto la teoria del PROUT (Teoria dell'Utilizzazione PROgressiva) che sostiene la massima utilizzazione e la razionale distribuzione di tutte le risorse e le potenzialità del mondo fisico, mentale e spirituale e la creazione di un ordine sociale basato sui principi di armonia e giustizia.
La sua inflessibilità morale contro la corruzione e lo sfruttamento e la sua richiesta di giustizia sociale hanno provocato l'opposizione di persone con interessi diversi, in particolare del partito comunista dell'India che domina la vita polita del Bengala: il risultato è stata la persecuzione dell'Ananda Marga e l'arresto di Sarkar nel 1971 con false accuse.
Durante sette anni di ingiusta prigionia, è sopravvissuto ad un tentativo di avvelenamento messo in atto dalle guardie del carcere e, per protesta, ha digiunato a liquidi per i successivi cinque anni e mezzo.
Prosciolto da ogni accusa dalla Corte Suprema, fu rilasciato nel 1978 e da allora fino al giorno in cui ha lasciato il corpo nel 1990, ha guidato la rapida espansione della sua missione in tutto il mondo.
La cosa più importante è che ha insegnato ai suoi discepoli la collaudata scienza del Tantra e dello yoga e che ha adattato queste pratiche ai bisogni degli esseri umani del nostro tempo. Queste pratiche spirituali insieme con la profonda e vasta filosofia spirituale forniscono all'Ananda Marga ispirazione ed energia per continuare sulla strada tracciata dal suo fondatore.
A Lui che mi illumina con la Sua Luce.
Anirvan
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Sent: Wednesday, May 14, 2008 1:50 PM