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Incontri settimanali con Danilo Perolio: "Il Progetto Arcipelago SCEC in Valsesia e nel Vercellese" REGISTRAZIONE DELL'UNDICESIMA PUNTATA Video YouTube - Data: 16 luglio 2008 - Durata: 9':51"
UNDICESIMA PUNTATA La crisi delle banche ed il bene più prezioso.
Buonasera a tutti e ben ritrovati.
Riprendo questa sera con le risposte ad alcune domande tra quelle che più frequentemente vengono poste riguardo allo Scec ed al Progetto Arcipelago.
D.: “E’ necessaria una spesa minima per utilizzare i Buoni Locali di Solidarietà?
R.: “Il taglio minimo è quello da 0,50 Scec, corrispondente ai 50 centesimi di euro. Per questo motivo è opportuno utilizzare gli Scec per spese a partire dai 2,50 ai 5,00 euro quale prezzo minimo.
D.: “Quali sono i tagli del Buono? Come arrotondare le cifre in caso di decimali?
R.: “Sono messi in circolazione Buoni del taglio di 0,50 – 1 – 2 - 5 – 10 –50 Scec (corrispondenti ad analoga cifra in euro), è ovvio che spesso un arrotondamento della cifra in Scec, per eccesso o per difetto, si rende necessario. Non è per nulla complicato, è del tutto semplice e naturale.
D.: “I Buoni Locali di Solidarietà possono essere falsificati?
R.: “La falsificazione dei Buoni in un primo momento è un falso problema. Essi circolano a fianco dell’euro, perciò chi volesse falsificarli otterrebbe solo un beneficio minimo dovendo versare una parte percentuale ben più sostanziosa in euro; al limite il falsario avrebbe maggiore convenienza a continuare a falsificare gli euro piuttosto che cominciare a contraffare gli Scec. La domanda acquista un peso diverso nel caso sì inizi a pagare parte delle tasse comunali o altri tributi, l’energia, ecc. in Buoni Locali di Solidarietà. In questo caso gli Scec acquisterebbero valore monetario e per questo motivo Arcipelago Scec ha già previsto dei metodi di antifalsificazione e sistemi di validazione.
A questo punto ritengo che riguardo ai Buoni Locali di Solidarietà, o Scec, vi ho dato tutte le informazioni possibili in questa sede. Perciò ora desidero passare a descrivervi i Piani Aziendali che costituiscono il piano di sviluppo a medio termine previsto dal Progetto Arcipelago. Si tratta d’una parte del progetto che consentirà, assieme alla diffusione dei Buoni Locali, di sviluppare l’economia reale delle varie comunità territoriali.
Prima di esporre i Piani Aziendali, è necessaria una premessa che renda maggiormente comprensibile la gravità della situazione in cui tutti ci troviamo, proprio per divenire più consapevoli rispetto alla reale necessità d’attuazione dei provvedimenti previsti dal Progetto Arcipelago.
Tra i problemi quotidiani più immediati in primo piano ci sono le spese che tutti sappiamo per mandare avanti la famiglia.
In questi ultimi tempi crescono a dismisura i prezzi dei beni di primaria necessità quali i generi alimentari, i carburanti, le rate dei mutui, i servizi, l’energia. Oltre a questo, oggi più di ieri il denaro che sborsiamo per fare la spesa viene perlopiù risucchiato dalla grande distribuzione, viene dirottato in attività speculative e spesso in traffici illeciti, oppure viene destinato a nostra insaputa a finanziare operazioni militari, e peggio ancora.
Poche briciole rimangono nello stesso territorio che ha prodotto la ricchezza.
A tutto questo si aggiunge una crisi di liquidità di origine bancaria. Paradossalmente il mostro si sta rivoltando contro il suo creatore.
Mi spiego meglio, le banche che negli ultimi anni hanno sistematicamente concesso crediti allo scoperto, vale a dire mutui e prestiti virtuali senza alcuna reale copertura, a milioni di persone che già si prevedevano impossibilitate a rimborsarli, oggi vengono a trovarsi logicamente in gravi difficoltà perché sono costrette a togliere dagli attivi patrimoniali dei loro bilanci un’enorme quantità di crediti verso debitori insolventi.
Le banche stesse si vedono perciò costrette ad una progressiva restrizione del credito al fine di bilanciare tali perdite patrimoniali; per questo motivo ricorrono sempre più frequentemente alla procedura di rientro dei loro debitori.
Purtroppo tale restrizione di credito genera una reazione a catena che riduce progressivamente la quantità di denaro disponibile.
Voi capite che questo significa che le insolvenze, vale a dire i debiti non rimborsati, crescono, e si dilateranno esponenzialmente, alimentando un circolo implosivo destinato a dissolversi in un enorme buco nero, non a causa della diminuzione della capacità produttiva, bensì per colpa della restrizione del credito, dunque della quantità di denaro circolante.
Pensate che in poco più di sei mesi, dal settembre 2007 fino alla metà di marzo 2008, l’indice d’insolvenza E’ RADDOPPIATO, le azioni delle banche hanno perso mediamente circa il 50%, i fondi d’investimento sovrani circa il 30%, e per quanto riguarda l’indice di volatilità azionaria Vix siamo ai livelli del 1938, il periodo precedente l’inizio della II Guerra Mondiale.
Eppure, è mai possibile che nessuno denunci pubblicamente questi problemi che pure hanno dimensioni enormi, e preludono ad un’autentica catastrofe finanziaria?
Che cosa ci raccontano di tutto questo le fonti d’informazioni accreditate, le istituzioni politiche, i partiti, i gestori del risparmio? Poco o nulla di concreto, molto fumo negli occhi per nasconderci una realtà che vede già molte banche a corto di liquidità, pronte a pagare alti tassi di interesse a coloro che le prestano il denaro, incapaci di restituire i soldi ai clienti, oppure già fallite.
Che colpa ne hanno i lavoratori, gli imprenditori, le famiglie? Nessuna.
Quanto sta accadendo è la naturale ed inevitabile conseguenza del diabolico e perverso meccanismo generato da un sistema monetario fasullo, basato sulla moneta-debito. Eppure ci raccontano che la colpa è nostra, creando divisione e lotte intestine tra gli esseri umani, inventando ad arte i capri espiatori sui quali scaricare le ire ed i provvedimenti più assurdi, con il fine di distogliere la nostra attenzione dalle vere cause dei problemi che attanagliano il mondo.
L’antico “Dividi et Impera” è una tecnica di controllo delle masse che oggi più di ieri trova applicazione concreta ed efficace.
Quanto ci costa tutto questo? Non intendo quanto ci costa in termini monetari, ma piuttosto quale prezzo REALMENTE stiamo pagando.
Ogni giorno nel mondo miliardi di esseri umani sono costretti per vivere, o peggio in molti casi per sopravvivere, a SVENDERE il bene più prezioso di cui dispongono, per ottenere in cambio il minimo necessario per la propria sopravvivenza e di quella delle proprie famiglie.
Lo sapete qual è questo bene così prezioso? Avete mai considerato quale sia veramente il bene più prezioso concesso fin dalla nascita a ciascun individuo, anche se in misura diversa da persona a persona?
Ritengo certamente che questo bene sia il TEMPO!
Il tempo è l’unica cosa che possediamo veramente, ma è impietoso, ci sfugge tra le dita come una manciata di sabbia che cerchiamo di trattenere nelle nostre mani.
E’ impossibile fermare o trattenere il tempo, è come cercare di tenere in mano una saponetta bagnata. Tanto più forte la stringiamo, quanto più essa ci sfugge.
Dunque il tempo della nostra vita scorre velocemente sotto il nostro naso, e noi cosa facciamo se non svendere per pochi denari il miglior talento che a ciascuno di noi è stato donato? Perché continuare ad accettare ed alimentare un sistema tanto ingiusto e perverso?
Perché non iniziare a cambiare le cose con gli strumenti che già esistono e sono facilmente applicabili e praticabili nella vita quotidiana?
Per costruire un mondo in cui, se non noi, almeno i nostri figli, o i nostri nipoti, i nostri discendenti, possano decidere liberamente cosa fare del proprio tempo, per esempio disponendo della possibilità di svolgere un lavoro che piaccia, che gratifichi, che sia realmente utile e benefico per la società, è indispensabile iniziare con un cambiamento radicale del sistema economico e monetario.
Ben venga, dunque, il Progetto Arcipelago che ci consentirà di muovere i primi passi d’un percorso avviato verso questo nobile obiettivo.
Il tempo di questa puntata è scaduto, grazie per l’attenzione. Alla prossima.
Nota: [Segue...]
PRESENTAZIONE I TESTI DI TUTTE LE PUNTATE ANDATE IN ONDA
CONTATTO PER ORGANIZZARE IL PROGETTO IN VALSESIA E IN PROVINCIA DI VERCELLI: progettoarcipelago@yahoo.it - Cell. 338.3468310
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