TREDICESIMA PUNTATA
I dogmi della falsa economia
Buonasera a tutti e ben ritrovati.
Eccoci giunti, come annunciato la volta scorsa, al tredicesimo ed ultimo appuntamento di questo ciclo di trasmissioni.
Volutamente, finora, ho evitato di spiegare cosa esattamente significano i termini più volte usati “Signoraggio Bancario” e “Sovranità Monetaria” perché ho ritenuto più importante presentare il rimedio rispetto alla malattia, altrimenti quest’ultima apparirebbe erroneamente come inguaribile. Ho perciò scelto di informarvi preventivamente riguardo alle possibili soluzioni mostrandovene una molto valida: il Progetto Arcipelago Scec. Fatto questo è arrivato il momento giusto per approfondire il vero problema.
La materia è complessa e dovrò limitarmi all’essenziale. Chiunque desiderasse poi approfondire l’argomento potrà facilmente recuperare molto materiale, da consultare navigando in internet, o da acquistare nelle librerie.
Qualora un buon padre di famiglia riscontrasse che il bilancio domestico peggiora di anno in anno lo analizzerebbe per bene con i propri familiari ricercando con loro le possibili soluzioni al problema.
Se questo vale per una piccola famiglia, a maggior ragione dovrebbe essere considerato per la macro-famiglia Italia. Nei fatti, accade veramente così?
Vediamo insieme…
Analizziamo il principale problema del bilancio dello Stato, in altre parole il famigerato debito pubblico, terribile spada di Damocle che incombe sulle nostre teste. Debito pubblico di fatto inestinguibile e generatore di interessi che lievitano esponenzialmente d'anno in anno, tanto da dovergli sistematicamente dedicare molto più di una finanziaria (70 miliardi di euro ogni anno).
I nostri figli nascono già indebitati, non hanno ancora mandato il primo vagito che già si ritrovano con tre anni del loro futuro stipendio vincolati al pagamento dei debiti dello Stato verso la banca centrale.
Che sia per questo che i neonati invece di ridere piangono spesso?
A parte le battute, la verità è che la principale fonte del debito pubblico nazionale è il Signoraggio Bancario primario, il quale è legalizzato dalla cessione della nostra Sovranità in termini monetari alle Banche Centrali.
Qualcuno è ancora convinto che la Banca d’Italia sia la banca dello Stato? Mi spiace ma non è più così da molto tempo.
La verità è che Bankitalia SpA, analogamente alla maggior parte delle banche centrali, è un istituto privato le cui quote sono detenute quasi totalmente dai gruppi bancari. Ne consegue che ogni emissione monetaria rappresenta un debito per i cittadini.
Immagino siate al corrente del fatto che il 15 agosto 1971 l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Richard Nixon pose fine agli accordi di Bretton Woods, risalenti al 1944, dichiarando al mondo intero la decisione di sospendere la convertibilità del dollaro in oro, iniziando di fatto un nuovo periodo storico che approda ai nostri giorni, nel quale le monete mondiali circolano a corso forzoso, poiché la loro emissione è svincolata da qualsiasi copertura in metalli preziosi o di altro genere.
Vediamo dunque come si forma il debito pubblico. Lo Stato spende denari per i vari aspetti della vita sociale, e per avere gli euro necessari deve prenderli a prestito dalla banca centrale, unica detentrice di sovranità monetaria, la quale come abbiamo detto, senza riserva o copertura alcuna stamperà le banconote richieste.
La banca centrale sta semplicemente esercitando un lavoro tipografico, sostenendo un costo complessivo di circa 27 centesimi per ogni banconota, che verrà però prestata allo Stato al valore nominale indicato sulla banconota stessa.
Mi spiego con un esempio. Se la banca centrale emette per lo Stato Italiano 100.000.000 di euro, supponiamo, in banconote da 500 euro, avrà stampato 100.000.000/500 = numero 200.000 banconote, sostenendo un costo complessivo massimo di euro 200.000 x 0,27 = 54.000 euro.
A fronte della spesa effettivamente sostenuta, pari a 54.000 euro, la banca centrale riceverà in cambio dallo Stato una vera e propria cambiale rappresentata da Titoli di Stato per un importo pari al valore nominale del prestito, cioè 100.000.000 di euro, maggiorato del tasso di interesse deciso ed eventualmente modificato in corso d’opera dalla stessa banca centrale senza alcun controllo possibile da parte dello Stato o del Parlamento Europeo. Vi ricordo, infatti, che la banca centrale è un soggetto privato sovrano in termini di materia monetaria.
Ipotizzando un tasso di sconto del 4%, lo Stato Italiano alla scadenza dei Titoli di Stato dovrebbe rimborsare 104.000.000 di euro, ma non potrà farlo perché i 4.000.000 di euro rappresentati dagli interessi non sono mai stati stampati ed emessi dalla banca centrale.
Da questa irrisoria operazione la banca centrale otterrà un utile di 104.000.000 – 54.000 = 103.946.000 euro non avendo in realtà creato alcuna ricchezza, avendo semplicemente stampato come una tipografia i biglietti che rappresentano la ricchezza prodotta dal nostro lavoro e dai nostri sacrifici, sollecitati ripetutamente a gran voce dai nostri rappresentati istituzionali.
Questo è il guadagno reale delle banche, si chiama signoraggio primario, e costituisce un’evasione fiscale di dimensioni astronomiche.
Grazie ai G.A.A.P. (Generally Agreed Accounting Principles) che sono le norme internazionali riguardanti la stesura dei bilanci delle banche, norme stabilite dalle banche stesse e recepite dal nostro ordinamento, le banche, meritandosi l’invidia dei più grandi alchimisti della storia dell’umanità, riescono a trasformare nei propri bilanci i crediti per signoraggio in debiti… a livello europeo stiamo parlando di miliardi di euro che finiscono, per mezzo di multinazionali quali Clearstream, in più o meno noti “paradisi per evasori”… non male, vero? (*)
Quanto sopra sta a significare che se lo Stato approvasse una legge che, in accordo con la realtà dei fatti, imponesse alle banche di non registrare più in passivo il valore del denaro circolante, il debito pubblico sarebbe quasi estinto e conseguentemente la pressione fiscale calerebbe vertiginosamente.
Come mai lo Stato, che tanto ama legiferare, non rimedia in questi termini? La risposta la lascio a ciascuno di voi, alle vostre riflessioni.
Questo sistema genera un circolo vizioso inarrestabile, un meccanismo perverso inesorabilmente destinato a sfociare in un tracollo mostruoso che già iniziamo ad intravedere.
Non è tutto, c’è dell’altro…
Esiste anche il signoraggio secondario, riferito all’indebitamento privato di famiglie e imprese, al quale posso soltanto fare accenno dicendovi che è proporzionalmente molto più importante rispetto al signoraggio primario. Fatto cento quale riferimento, 8 corrisponde al signoraggio primario e 92 al signoraggio secondario.
Il rapporto 8 – 92 su 100 sta a significare che fatta 100 la massa cosiddetta monetaria complessiva, 8% è costituito da banconote e 92% da numeri virtualmente registrati nei database dei centri elettro-contabili delle banche, privi di copertura in banconote. Questo è il risultato del signoraggio secondario.
Vi ringrazio d’avermi benevolmente accompagnato per ben tre mesi; vi saluto augurandovi buone vacanze e una splendida estate.