Pur di non parlare di un argomento angoscioso che coinvolge tutti, i devastanti e macabri consumi di tutti, la stupida credenza popolare, gli interessi di chi con gli animali delinque, lui Santoro pontifica con "L'isola di Obama". Una idiozia fin dal titolo: come banalizzare tutto e tutti.
I reality un gioco di prepotenza dove anziché sviluppare un senso di comunità e di chiamata aggregativa si premia chi si sbarazza dell'altro. Un gioco a farsi fuori a vicenda! Il male che attanaglia la società d'oggi portato a format televisivo... premiato, celebrato e ipervisto. Una tristezza umana! Non c'è argomento che giustifichi il parteciparvi. Se i reality intingono nella "pornografia dei sentimenti", tu con la tua trasmissione hai celebrato l'iperpornografia.
Caro Santoro, non rispondere alla mia
precedente lettera è la tua sconfitta.
E' una sconfitta come persona, come giornalista, anche come uomo di spettacolo (perché tale sei!). Sì, sì solo spettacolo. Le tue vittime uno strumento da usare per l'audience. Niente di più. Uno spettacolo integrato, una bulimica riproduzione di interessi particulari... e nel caso degli animali tacendo e, sapendo di mistificare, si falsifica la realtà. Che ne pensa il nostro anchorman del maiale alla diossina, della mucca pazza, della peste aviaria... un casuale incidente di percorso?
Non mi aspettavo grandi cose, ma una presa di coscienza sì, quella la dovevi! Ma d'altra parte che coscienza può avere un uomo di spettacolo televisivo se non quella di riprodursi... e dove c'è spettacolo non c'è comunicazione.
E capisco sempre più che, chi non è attento alla vita degli animali, non può esserlo per quella degli uomini. Quanto spazio hai dato in questi anni dal tuo teatrino alle proposte degli animalisti? Alla filosofia di vita dei vegani? Niente!! Anzi semmai hai favorito il consumo di carne identificandola come alimento indispensabile:
"Nemmeno i soldi per la carne".
E' inutile che vieni, come hai fatto, in Santa Cristina a Parma ospite di don Luciano Scaccaglia, a parlare dal pulpito incatenato. Quelle catene tu le metti agli altri... anche a chi non ha voce! Non ne sei degno di quelle catene! Pura ipocrisia.
Mi dispiace, pensavo tu fossi persona capace di lotte, di combattere battaglie impopolari, invece mi sbagliavo... capita! Tutto gira intorno al tuo interesse, al tuo spettacolo. Un conduttore di bollite manipolazioni sociali.
Stai ingannando tutti, forse anche te stesso... ma la tua maschera televisiva rivela la tua identità.
Animali, finché c'è Santoro non vi sarà per voi vita... solo spettacolo, macabro!
E' il genocidio prodotto dal "mi piace"!... dalla società del profitto senza etica, del consumo irresponsabile, dei media servizievoli che tacciono e ne alimentano i consumi. E' disarmante assistere impotenti al silenzio degli innocenti!
(Parma, 7/12/2008)