Sono giorni che ci facciamo queste domande e sempre più cresce la nostra rabbia verso un'Italia insensibile, cinica e superficiale.
Da quella orda di barbari, razzisti ed ignoranti che ha eletto la maggioranza di governo ce lo aspettavamo, ma il resto del Paese? Siamo una inutile minoranza noi che soffriamo e ci incazziamo nel vedere le scene da Gaza, mentre sono la maggioranza coloro che, persino al bar dello sport (quasi come fossero statisti o ambasciatori), invece di parlare di ciò che conoscono meglio, il calcio, le donne e le automobili, fanno a gara per distribuire responsabilità tra Hamas (che definiscono gruppo di terroristi e assassini, ignorando che esprimono un governo democraticamente eletto dai palestinesi) ed il governo (con la g minuscola, perdio) israeliano che esercita il diritto all’autodifesa. Ma cosa aspettarsi, in verità, da un paese (con la p minuscola) dove persino al Parlamento ci sono quelli del bar dello sport, o meglio il Parlamento stesso è un enorme e chiassoso bar dello sport allargato?
L’informazione (tranne rari ed autonomi esempi) sposa l’esigenza del governicchio italiano, che deve seguire le posizioni dell’amico americano, senza possibilità di autonomo giudizio e fà da cassa di risonanza per le accuse contro Hamas ed i Palestinesi. Si parla dei morti di Gaza, ma come se fossero fantasmi, grazie al fatto che se non sei in tv non esisti, mentre parla dei razzi sulle case e sui centri anziani degli israeliani, con servizi che tendono a mantenere ferma la versione ufficiale della risposta all’aggressione da parte di Israele.
Noi non stiamo con Hamas (ci mancherebbe), che si è macchiato e si macchia di azioni terroristiche, ma quelli del bar dello sport ci devono spiegare dove stà il diritto all’autodifesa quando si fa strage di bambini? Frattini stesso, con la sua inopportuna faccia perennemente sorridente (con lo sguardo sempre rivolto verso l’alto in una posa studiata per apparire ispirato) anche durante gli incontri in cui si parla di migliaia di morti fra i civili e distruzioni, mi deve convincere che rispondere con le bombe al fosforo ed i missili ai razzi ed alle fionde dei Palestinesi sia civile diritto all’autodifesa.
Quell’ectoplasma di sinistra italiana, pur condannando le operazioni terroristiche di Hamas, dovrebbe trovare il coraggio di dire che la popolazione di Gaza è assediata e prigioniera in quella striscia di povertà da anni. Che lo Stato d’Israele mantiene il rigido controllo dello spazio aereo e marittimo e dei confini di Gaza. Che l’esercito e la polizia israeliana hanno impedito l’afflusso di cibo, carburante, medicinali, assistenza umanitaria e dei giornalisti in tutti questi anni. L’esistenza della gente di Gaza è stata resa tutto tranne che vivibile per troppo tempo e che l’umiliazione, la povertà, la rabbia portano le persone alla ricerca della vendetta e non della pace.
Hamas non è il prodotto del folle popolo della Palestina, bensì è figlia della violenza di Israele e della coscienza sporca delle nazioni occidentali. Risolvere il problema di quell’area significa smettere di appoggiare Israele e pretendere da loro il rispetto delle risoluzioni dell’Onu. Ridare la propria terra e la propria dignità ad un popolo significa fermare la violenza. Chiudere i rapporti con i fondamentalisti sanguinari di Israele, cercando il dialogo con i moderati ed i pacifisti di quella nazione, significa portare la pace. Boicottare il governo guerrafondaio di Gerusalemme, significa dare voce alla verità ed al diritto ad una vita dignitosa al popolo palestinese.
La nostra classe politica, invece, e' incomprensibilmente unita nel denunciare le responsabilita' di Hamas, nel riconoscere il diritto di Israele a difendersi, nel richiedere che non si infliggano agli inermi inutili sofferenze e, soprattutto, nel sostenere un cessate il fuoco che consenta di restituire la parola ad un processo di pace fondato sul negoziato e sul consenso di israeliani e palestinesi. Sono dichiarazioni di Fassino (le trovate sul sito del Pd), ma potrebbero essere attribuite indifferentemente a esponenti della Pdl, dell’Udc e del Pd e questa è una considerazione veramente triste perchè testimonia l’assoluta prevalenza del pensiero unico della casta.
… Ebbene cari politici: il processo di pace è finito da anni, sono stati siglati accordi e ci sono risoluzioni Onu vecchie come Fassino. Peccato che proprio Israele non si adegui neppure ad impegni presi e ufficializzati dal suo stesso governo. E’ anche opportuno ricordare ai filosofi del bar dello sport che, a conferma delle nostre affermazioni, Hamas esprime il governo dello Stato Palestinese perché, dopo regolari e democratiche elezioni, il popolo gli ha affidato a larga maggioranza la guida del paese. Se questo è successo è chiaro che la rabbia ed il risentimento dei palestinesi ha raggiunto livelli tali da preferire il disastro della guerra alle angherie ed alle umiliazioni a cui sono sottoposti quotidianamente da anni. Quindi, invece di puntare il dito sulla causa del problema, l’occidente ed Israele tentano di massacrare l’effetto. Grande esempio di democrazia e di maturità politica! Questa strategia può solo produrre l’aumento dell’odio del mondo arabo verso l’occidente e consegnerà, in aree sempre più vaste del pianeta, popoli oppressi ed umiliati al fanatismo religioso e politico.
Pensate, la sola voce fuori dal coro è stata quella del Cardinale Martino che ha fotografato con precisione la situazione affermando che: Gaza assomiglia sempre più ad un grande campo di concentramento" in cui "popolazioni inermi" pagano "le conseguenze dell'egoismo.
Che fare allora? Sicuramente manifestare. Sicuramente boicottare l’economia israeliana. Sicuramente parlare di ciò che gli organi di informazione nascondono con chiunque ci capiti a tiro. Sicuramente richiamare la classe politica italiana alle proprie responsabilità.
Sicuramente accendersi di emozione e sentirsi nel giusto schierandosi dalla parte degli oppressi. Questo è sicuramente umano e questo è profondamente civile.
Sulla rete troverete diverse petizioni da firmare e vi invitiamo a farlo. Noi vi segnaliamo il link
http://www.petitiononline.com/pni/petition.html (dove potete sottoscrivere la petizione) e il sito
http://www.peacelink.it/palestina/index.html. La traduzione della petizione possiamo inviarvela se ci farete richiesta utilizzando la nostra email:
organizzazione@societafutura.com. Vi invitiamo anche a leggere gli articoli da Gaza del giornalista de “il Manifesto” Vittorio Arrigoni. Potete comprare il quotidiano in edicola, aiutando così la stampa libera a sopravvivere, oppure sul sito
www.ilmanifesto.it.
Vi chiediamo anche di aderire alla campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani come ritorsione economica contro gli atti di genocidio del loro governo. La proposta ci arriva da altri blogger e noi la giriamo:
Questa è una piccola cosa che ognuno di noi può fare contro la guerra. Cominciamo con qualcosa di piccolo, ma efficace in un mondo governato dalle leggi dell’economia. Quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate. Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.
In questo modo cominceremo a non contribuire all’acquisto di armi e, soprattutto, di quelle bombe ganciate a tonnellate sulla popolazione palestinese.
Questa scelta di lotta non è assolutamente antisemitismo. I soliti produttori di veline hanno già parlato di caccia agli ebrei e di notte dei cristalli. Persino i politici eredi del fascismo, che di antisemitismo se ne intendono veramente, hanno manifestato sdegno verso le iniziative di boicottaggio economico, parlando di nuovo razzismo e di istigazione alla violenza. Un meccanismo surreale e aberrante creato ad arte solo per mettere in imbarazzo i pacifisti. Basta con queste penose operazioni. Israele, oggi, è uno stato sovrano con una politica estera ed interna conservatrice e di destra, spesso ispirata da movimenti religiosi al limite del fanatismo. La parte più democratica e aperta della classe politica e della popolazione di quel Paese sono compresse e rese innocue grazie agli stessi meccanismi di controllo dell’informazione e di amplificazione della paura che anche in Italia la maggioranza di governo conosce ed utilizza. Proprio perché riconosciamo l’esistenza di uno stato di Israele facciamo la scelta responsabile di boicottarne i prodotti, con lo stesso stato d’animo che avremo se dovessimo boicottare prodotti della Svizzera o della Russia.
... E proprio perchè conosciamo l'ipocrisia della nostra casta politica continueremo con coerenza a difendere i diritti dei più deboli e degli oppressi.