Oltre ai laboratori sotterranei, la struttura dispone anche di laboratori esterni, ad Assergi (AQ), vicino al casello autostradale.
Nati da un'idea di
Antonino Zichichi, la loro costruzione ebbe inizio nel 1982 e sono stati costruiti assieme al traforo autostradale del Gran Sasso. Cinque anni dopo vi si tenne il primo esperimento.
I laboratori sotterranei contengono tre "sale" (A, B e C) le cui dimensioni tipiche sono di 100 m di lunghezza per 20 m di larghezza e 20 m di altezza.
Oltre alle tre sale principali i laboratori sotterranei sono costituiti da alcuni locali di servizio (guardiole di sorveglienza, servizi igienici, strutture per il condizionamento ed il pompaggio dell'aria ecc.), da dei tunnel di collegamento (uno dei quali collega tutte le tre sale ed è sufficientemente grande da permettere il passagio di grossi autocarri) e da alcune piccole altre zone sperimentali dove trovano collocazione alcuni esperimenti di piccole dimensioni geometriche.
In due piccoli tunnel ausiliari, appositamente realizzati, ha trovato collocazione un interferomentro ottico.
In tempi passati alcuni esperimenti utilizzavano anche dei rivelatori posti sulla sommità della montagna sopra i laboratori sotterranei e i dati registrati venivano analizzati in coincidenza o in anticoincidenza con quelli registrati nel laboratorio sotterraneo.
I laboratori esterni sono costituiti da diversi edifici separati. Al loro interno si trovano gli uffici della direzione del laboratorio, gli uffici dei diversi gruppi che gestiscono gli esperimenti, alcuni laboratori, una biblioteca ed altre strutture di supporto. Inoltre sono presenti diverse sale conferenze, che vengono utilizzate non solo per seminari ed incontri interni al laboratorio, ma che sono spesso utilizzate anche come sede di conferenze e assemblee di lavoro internazionali su argomenti scientifici riguardanti i temi trattati dal laboratorio.
I laboratori, gestiti dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sono utilizzati da scienziati di tutto il mondo per condurre ricerche in campi come l'astrofisica o la fisica delle particelle.
La collocazione sotto la montagna permette di ridurre notevolmente il flusso dei
raggi cosmici e consente di semplificare il rilevamento di particelle come il
neutrino o la ricerca della
materia oscura.
L'esperimento GALLEX (ora non più in fase di presa dati e trasformato nel progetto Gallium Neutrino Observatory) ha avuto sede nella sala A di questo laboratorio e i suoi dati, che confermavano la presenza di una mancanza nel flusso dei neutrini elettronici solari, che provengono sulla Terra dal Sole, rispetto a quanto previsto dai modelli solari, hanno contribuito a mostrare l'importanza dei laboratori sotterranei.
Accesso ai laboratori sotterranei
Una peculiarità dei Laboratori sotterranei del Gran Sasso è che sono stati appositamente costruiti e che sono dotati di un facile accesso.
Normalmente gli altri laboratori sotterranei sono collocati in miniere abbandonate o in zone non più utilizzate di una miniera tuttora attiva e l'accesso alla zona sperimentale richiede di percorrerre cunicoli minerari e lunghi tragitti in ascensore.
L'accesso ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso avviene invece direttamente dal tunnel autostradale e i laboratori sono alla stessa quota dell'autostrada.
Questa disposizione si rivela particolarmente utile e comoda e non solo permette un più facile accesso al personale ma permette anche di portare più facilmente all'interno la strumentazione e strutture precostruite o prefabbricate all'esterno anche di notevole dimensione.
Fonte: http://it.wikipedia.org