R. BERNARD : LA TERRA CAVA
Data: Thursday, 25 October @ 01:06:45 CEST
Argomento: Gestione Amministratore



FONTE: eoslailai.com

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R. Bernard *La Terra Cava*

lunedì 14 agosto 2006 

Questo tema, che ai nostri giorni raccoglie numerosi suffragi, fu magistralmente trattato dal Dr. Raymond Bernard in un’opera intitolata “La Terra Cava” pubblicata in Francia nel 1971 e ormai introvabile in libreria. Vi proponiamo in questo capitolo una sintesi delle rivelazioni di Raymond Bernard che mise questa prefazione al suo libro: “Questo libro è dedicato ai futuri esploratori del Nuovo Mondo che si estende al di là dei poli, nell’interiore della Terra. A coloro che rinnoveranno il volo storico dell’ammiraglio Byrd che penetrò in un territorio sconosciuto con una superficie più grande di quella dell’America del nord.”


L’autore tentò di provare che la Terra non è una sfera solida con un nucleo centrale costituito di metallo in fusione, ma un astro cavo aperto ai suoi poli.

Il nostro Pianeta sarebbe piuttosto concavo che convesso alle sue due estremità, il polo nord e il polo sud non sono infatti mai stati raggiunti per la buona ragione che non esistono. Una civiltà avanzata, creatrice dei famosi “dischi volanti”, risiederebbe all’interno del Pianeta, dove regnerebbe un clima mite.






L’esplorazione di questo mondo sotterraneo sarebbe più importante della conquista dello spazio e la nazione che raggiungesse per prima questo territorio diventerebbe probabilmente la più potente al mondo.

Secondo R. Bernard la superficie totale del globo rappresenta 510.106 Km quadri e il peso del globo è stimato in 6.10 alla 22 tonnellate. Ora, se la Terra fosse piena e solida, essa dovrebbe pesare molto di più. Una parte del fuoco originale, come dei frammenti di materie incandescenti, formerebbero nel suo interiore cavo una sorta di “sole centrale”, capace di emettere della luce e di permettere lo sviluppo della vita animale e vegetale. Le aurore boreali sarebbero prodotte da questo sole, i cui raggi brillerebbero attraverso il “buco” polare.





Raymond Bernard si dedicò a confermare la testimonianza del contrammiraglio Richard E. Byrd, che scoprì queste aperture su una distanza totale di 6.400 km nell’Artico e nell’Antartico, ricollegandosi a dichiarazioni di altri esploratori prima di lui.



[ Contrammiraglio Richard E. Byrd ]


Secondo lui, l’ammiraglio Byrd aveva scoperto un “nuovo continente d’una superficie uguale, se non superiore, a quella dei nostri cinque continenti riuniti” e la sua scoperta venne “soffocata sul nascere e colpita da un “top secret” internazionale. Ogni novità importante sull’argomento fu accuratamente soppressa dalle Agenzie governative”, egli aggiunse. Il governo americano riuscì pure a camuffare la cosa sinché nel dicembre 1959 comparve l’opera “Worlds beyond the Poles” di Amedeo Giannini presso la Vantage Press di New York. Per un’oscura ragione il suo libro non ricevette la pubblicità che meritava e non raggiunse così il grande pubblico.
Ray Palmer, redattore capo della rivista “Flyng Saucers”, redisse nel dicembre dello stesso anno un articolo sulla teoria della Terra cava. Cosa curiosa, quando la camionetta in provenienza dalla tipografia, che trasportava migliaia di copie della rivista da distribuire agli abbonati, arrivò dall’editore, si constatò che essa era …vuota !

L’editore telefonò alla tipografia per capire il motivo della cosa, ma questi non trovò alcuna bolla che provasse che la spedizione era stata effettuata. Essendo stato pagata la tiratura di questo numero, la tipografia venne pregata di realizzarne una nuova. Fu allora che ci si accorse che i cliché erano in uno stato così malandato che era impossibile una ristampa ! Circa 5.000 abbonati non ricevettero così la loro Rivista in quel mese. Fatto ancora più strano, un distributore, che per fortuna aveva ricevuto 750 esemplari della rivista, scomparve e con lui scomparvero pure le preziose riviste. Molti mesi dopo, questo numero speciale venne molto fortunatamente ristampato con infinite precauzioni e spedito agli abbonati.
 
R. Bernard si domandò: “Quale bomba conteneva allora questa rivista ? Semplicemente – ed era molto – un resoconto del volo dell’ammiraglio Byrd al di là del Polo Nord nel 1947. Era sufficiente per farlo considerare come pericoloso dalle forze occulte che cercavano di mantenere, a tutti i costi, il “black out”sulle scoperte di Byrd.

Ray Palmer si servì delle scoperte di Byrd per architettare una nuova teoria sugli UFO. Secondo lui, questi oggetti volanti potevano provenire da queste terre sconosciute situate al di là dei poli. Un altro scrittore americano che pure si interessava agli UFO, Michael X, impressionato dalle scoperte di Byrd, arrivò alla stessa conclusione, tanto più che delle osservazioni molto numerose erano state effettuate al di sopra delle regioni artiche e anche in Alaska e in Canada.

Byrd aveva sorvolato il Polo Nord per circa 2.700 km e il Polo Sud per circa 3.700 km. Egli aveva osservato una terra senza ghiaccio né neve, dotata di un clima caldo. Aveva visto delle montagne, dei laghi, una vegetazione lussureggiante e delle tracce di vita animale. Questa terra non era menzionata su alcuna carta geografica e pertanto essa esisteva all’interno delle aperture polari.





Stranamente gli USA non inviarono alcuna altra spedizione polare (almeno non ufficialmente) verso questo nuovo mondo, poiché era loro interesse non svelare nulla, riservandosi il diritto esclusivo della scoperta, forse nel timore che altri Paesi come l’Unione sovietica potessero ugualmente interessarsi a essa. Amedeo Giannini affermò che “gli Stati Uniti, come una trentina di altre nazioni, prepararono nel corso degli anni 1957 e 1958 delle spedizioni polari senza precedenti, aventi come obiettivo di penetrare in questa terra al di là dei poli.

Byrd non approdò mai ai poli per raggiungere l’altro lato, ma entrò nelle concavità polari che s’aprono sull’interno cavo della Terra, che egli denominò il “Centro del Grande Sconosciuto”. Nel gennaio 1956 egli intraprese un’altra esplorazione, questa volta nell’Antartico. Al ritorno, il 13 marzo 1956, egli dichiarò: “La presente spedizione ha aperto una terra nuova e vasta”.

Perché usare il termine “Terra” per una continente di ghiaccio ?, si stupì R. Bernard. L’anno seguente, poco prima della sua morte, l’esploratore evocò nuovamente “questo continente incantato nel cielo, terra dell’eterno mistero “. Egli non avrebbe usato questo termine, disse Bernard, se avesse fatto allusione alla parte ghiacciata dell’Antartico che si stende dall’altro lato del polo Sud. Le parole “mistero eterno” si rapportavano per certo a “un’altra cosa”. Bernard continuò così: “Quanto a “questo continente incantato nel cielo” ciò significa che una distesa di terra, e non solamente di ghiaccio, si rifletteva nel cielo come in uno specchio. Questo strano fenomeno è stato osservato da numerosi esploratori polari, che parlano di “un’isola nel cielo”o di “un cielo d’acqua” a seconda che il cielo rifletta della terra o dell’acqua. Se Byrd aveva visto il riflesso dell’acqua o del ghiaccio, non avrebbe usato la parola “continente” e ancor meno avrebbe qualificato “incantato” questo continente.

Nel suo “Worlds beyond the Poles” Amedeo Giannini affermò: “Molti lettori credono che dei voli commerciali raggiungano continuamente il polo e passino dall’altra parte del nostro globo. Questo non è vero, anche se gli addetti delle linee aeree, quando li si interroga, pretendono che sia il contrario. E’ infatti vero che le manovre abituali di navigazione eliminano automaticamente ogni volo che attraversi direttamente i poli. Le rotte aeree contornano infatti sempre questa zona , o passano di lato, ma mai la sorvolano. Fatto molto strano, sottolineato dallo stesso Giannini: “Non c’è dubbio alcuno che, se si annunciasse un volo che passasse direttamente al di sopra del polo Nord, questo attirerebbe un grande numero di passeggeri desiderosi di provare una sensazione nuova. Ora, nessuna compagnia aerea ha mai offerto questo volo. Come mai ?!...





Charles Berlitz, autore di una celebre opera consacrata al triangolo delle Bermude, rivelò nel suo libro “Sans trace”, pubblicato da Flammarion nel 1978, in riferimento all’avventura dell’ammiraglio Byrd: “…questa leggenda si rapporta a un messaggio radio che avrebbe lanciato l’ammiraglio Byrd dal suo aereo - rapporto talmente incredibile che si preferì tacerne ufficialmente. Nei paraggi del polo, nel corso del suo volo, che faceva l’oggetto di un rapporto radio simultaneo, egli osservò come stesse emergendo da un banco di nebbia e si ritrovasse di colpo a sorvolare una terra senza ghiaccio, ove gli fu possibile distinguere della vegetazione, dei laghi, degli animali assomiglianti ai mammut e a enormi bufali, come pure degli umani che sembravano accudirli. Secondo alcuni ricercatori, specializzati nella zoologia e nelle esplorazioni, che si sforzarono di delucidare questo rapporto, la trasmissione venne interrotta e le parti del rapporto che si riferivano a questo insolito fenomeno furono in seguito soppresse.

A Charles Berlitz riuscì di rintracciare un testimone chiave di quest’epoca, la Signora Emily Ingram. Nel febbraio 1947, all’incirca nell’epoca in cui l’ammiraglio Byrd aveva compiuto il suo viaggio memorabile al di là del polo Nord, venne realizzata nell’Antartico una scoperta importante. Il capitano David Bunger era ai comandi di un apparecchio da trasporto utilizzato dalla Marina americana per l’operazione “High Jump” (1946-1947) e aveva lasciato la base di Shackleton, vicino alla Costa della Regina Maria, nella Terra di Wilkes. Egli sorvolava l’interno del continente antartico quando a circa 6 km dal litorale, egli osservò una regione senza ghiacci, con dei laghi di colori diversi che andavano dal rosso spento al blu profondo, passando per il verde. Avevano tutti più di 4 km di lunghezza. L’acqua era più calda di quella dell’oceano. Bunger potè verificarlo dato che atterrò con il suo idrovolante su uno di essi. Sui bordi di due dei lati di quest’oasi di 600 km quadri denominata “oasi di Bunger” si elevavano dei grandi muri di ghiaccio di trenta metri che la separavano dalla neve eterna.
Raymond Bunger si domandò: “Come si spiega la presenza di questa oasi in pieno Antartico, oasi che beneficiava di temperature più clementi, come al polo Nord questa oasi si trovava pure nella depressione polare sud ?Questo territorio senza ghiacci di circa 600 km quadri aveva un’estensione troppo grande per poter essere stato originato da una semplice fonte di calore vulcanico. Le correnti di venti caldi in provenienza dall’interno della Terra tramite la vicina apertura spiegherebbero meglio questa anomalia”.
 
Nel Marzo del 1960 l’importante Rivista “Science et Vie” presentò un avvenimento straordinario. Degli scienziati avevano potuto visitare l’oasi di Bunger nell’Antartico, uno spazio libro dai ghiacci, con dei laghi, dei fiumi, con una vegetazione di licheni, con uccelli di diverse speci, il tutto sotto una temperatura di 25 gradi ! Secondo la Rivista i Sovietici avevano trovato come spiegazione di questo enorme scarto di temperatura (da – 70 a + 25 gradi) la presenza di una catena di montagne che fermavano i venti freddi e il ghiaccio, e l’azione temperante dell’oceano. Spiegazione poco convincente…


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Questa oasi venne menzionata nel “Que sais-je ?” N. 1249, edito nel 1967. Se si crede a Science et Vie esisteva al Polo Sud, almeno nel 1960, una zona verde ove regnava una temperatura tropicale. La Rivista non affrontò più in seguito questo argomento.

Esaminiamo adesso la testimonianza dell’ammiraglio R. E. Byrd, che avrebbe vissuto un’avventura del tutto straordinaria al Polo Nord.
 
Il 14 Giugno 1923, accompagnato da un capitano di vascello e da due sottocapi di marina, egli camminava da ore sulla banchisa quando improvvisamente, dall’alto di una scogliera su cui era arrivata la spedizione, scoprì una spettacolo incredibile. Una lunga e stretta valle profonda, coperta da una vegetazione lussureggiante e apparentemente bagnata da un sole permanente, si apriva davanti ai loro occhi. Dall’ alto del suo punto di osservazione Byrd consultò il suo termometro: esso indicava meno 58° ! I 4 uomini srotolarono la loro scala di corda per poter raggiungere la prateria meravigliosa che si estendeva a un centinaio di metri su un livello inferiore. Dopo un’ora di discesa essi scoprirono un mondo favoloso ove c’era un’abbondante vegetazione paradisiaca. Una dolce calura (il termometro indicava 19,8 °) li costrinse ad abbandonare i loro vestiti polari. Byrd e i suoi compagni avvistarono dei piccoli ruscelli, dei laghi, delle colline piene di boschi e, a meno di 500 m. un mammut vivo…
 
Purtroppo essi dovettero ritornare alla base e abbandonare la loro esplorazione a seguito del loro affaticamento, della mancanza di viveri e dell’esaurimento degli accumulatori radio. Più tardi, avendo ripreso le forze, essi ripresero il cammino per ritrovare quello che chiamarono il loro “paradiso perduto”, ma non ci riuscirono. Situato a qualche km solamente dal polo geografico fu loro impossibile effettuare il punto esatto delle coordinate topografiche.

Notiamo che tutte le spedizioni polari si confrontano con lo stesso problema di navigazione. I Russi hanno trovato che il polo magnetico non sarebbe un punto, bensì una linea (più probabilmente un cerchio di 2.300 km di diametro, delimitante i bordi della concavità polare), per cui non importa quale punto su questa linea, o su questo cerchio, può essere identificato come polo Nord magnetico. Quando i piloti credono di raggiungere il polo Nord, dopo aver effettuato le abituali correzioni di navigazione, essi in realtà si ritrovano sul bordo della concavità polare, là dove si ritiene sia il polo magnetico. Il polo non è dunque un punto, e non può essere raggiunto nel senso corrente della parola. Inoltre i poli magnetici al Nord e al Sud non coincidono con i poli geografici, come dovrebbe succedere se la Terra fosse una sfera solida, convessa alle sue estremità.

Raymond Bernard pensa che “il polo magnetico si situi sui bordi dell’apertura polare, mentre il polo geografico si trovi nel suo centro, tra cielo e terra. Il vero polo magnetico non si trova sul limite esterno dell’apertura polare, ma al centro della crosta terrestre, a circa 600 km sotto la superficie. E’ questa la ragione per cui l’ago magnetico continua a puntare verticalmente verso il suolo, pure quando si è raggiunta la frontiera della depressione polare…

Una volta raggiunto il cerchio dell’apertura polare, la bussola non funziona più orizzontalmente come prima, bensì verticalmente. La cosa ha intrigato molti esploratori antartici che erano riusciti a pervenire a queste alte latitudini.

La sola spiegazione possibile è quella che la Terra sia cava, aperta alle estremità Nord e Sud, con un polo magnetico e un centro di gravità situati in mezzo alla crosta terrestre e non nel centro geometrico del pianeta. Di conseguenza l’acqua degli oceani all’interno della Terra aderisce sulla parete interna della crosta terrestre esattamente come succede all’esterno di essa.”



[ Polo Sud ]


Si potrebbe non accordar fede al racconto di Byrd, ma il personaggio non è un signor nessuno. Egli partecipò a numerose spedizioni polari nel 1929, nel 1936, nel 1947 e nel 1956, in seguito alle quali egli fece delle dichiarazioni sorprendenti. Il solo modo per comprendere in modo conveniente le sue testimonianze enigmatiche, disse R. Bernard, è di “scartare la concezione tradizionale della formazione della Terra” e di accettarne una nuova, che mostra che le estremità artiche e antartiche non sono convesse ma concave. Bernard proseguì le sue spiegazioni in questi termini: “Byrd entrò nelle cavità polari, che penetrano nell’interno cavo della Terra, là dove regna un clima tropicale e dove si sviluppa una vita vegetale, animale e umana che attualmente ci sono sconosciute e che i governi ci nascondono, perché sanno che è da là che escono certi UFO, il che prova che la civiltà raggiunta dalla gente dell’interno sorpassa di gran lunga le nostre capacità tecnologiche, e che non c’è alcun interesse ad affrontarli”.

Ecco alcuni estratti del giornale di bordo della spedizione del 19 febbraio 1947 dell’ammiraglio Byrd, cui lui appose una prefazione di questo tipo: “Io devo scrivere segretamente e nell’ombra questo giornale di bordo. Esso si riferisce al mio volo artico del 19 febbraio 1947. Verrà un tempo in cui il pensiero razionale degli uomini diverrà insignificante e si dovrà accettare l’inevitabile Verità. Io non sono libero di assicurare la pubblicazione della seguente documentazione, che è l’oggetto di questo scritto: forse essa non vedrà mai la luce dell’analisi pubblica. Ma devo fare il mio dovere e registrarla qua per chiunque possa un giorno prenderne conoscenza in un mondo che, io spero profondamente, non consentirà che l’avidità e l’oppressione abusiva di una parte dell’umanità ci sottraggano più ciò che è Vero.

Tutti i preparativi sono stati fatti per un volo in direzione Nord e noi decolliamo con il pieno di carburante… Contatto radio con il campo base, situazione normale…Sotto di noi tanto ghiaccio e neve, si nota la colorazione di natura giallastra che si disperde linearmente. Modifichiamo l’itinerario per esaminare meglio questo colore sotto di noi, più rossastro o anche violetto…

La bussola magnetica e il girocompasso cominciarono allora a girare e a muoversi. Byrd è adesso incapace di seguire la rotta con l’aiuto degli strumenti. Stranamente egli non rilevò alcuna presenza di ghiacci. A qualche distanza apparve quello che sembrò essere delle montagne. Byrd ci passò sopra, sempre in direzione del Nord. Oltre le montagne apparve una vallata con un piccolo fiume che si dirigeva verso il centro. “Qualcosa è qua definitivamente falso e anormale ! Non dovremmo sorvolare altro che ghiacci e neve…”, egli scrisse. A sinistra egli vide dei grandi massicci pieni di boschi lungo delle pendici di montagna. Gli strumenti di navigazione girano su se stessi, il giroscopio oscilla da dietro in avanti. Byrd osserva sbalordito: “La valle è verde, si tratta di muschio oppure è un tipo di erba molto densa. La luce sembra differente” Egli si avvede poi della presenza di un tipo di grande animale. “Si direbbe un elefante, anzi proprio no, assomiglia a un mammut ! E’ incredibile ! Tuttavia là ce ne è uno… Byrd prende il binocolo per meglio esaminare l’animale e conferma che si tratta davvero di un mammut e comunica l’informazione al campo base.

Il termometro all’esterno indica 74 gradi F (+23,3 ° C). Gli strumenti di navigazione sono normali, Byrd tenta allora di contattare il campo base, ma la radio è muta.

E’ qua che il racconto di Byrd assume un andamento da fantascienza. L’ammiraglio vede una…città ! “E’ impossibile, egli nota, e prosegue: “l’aereo sembra leggero e bizzarramente stabile. I controlli rifiutano di funzionare. Mio Dio ! Sul lato sinistro e sulla dritta della nostra ala appare uno strano tipo di aereo. Ci seguono da vicino rapidamente lungo il nostro lato. Hanno la forma di dischi e sono risplendenti. Ora sono piuttosto vicini tanto che possiamo vedere le loro iscrizioni. Si nota un simbolo strano che io non rivelerò. E’ fantastico! Dove ci troviamo!? Che ci succede? Io controllo ancora gli apparecchi: non rispondono !! Noi siamo presi in una morsa invisibile…”.

La radio poi si mette a crepitare. Una voce inglese, con quello che forse potrebbe essere” un leggero accento nordico o germanico,” dice loro: ”Benvenuto ammiraglio nel nostro territorio. Vi faremo atterrare in esattamente sette minuti. Si rilassi, ammiraglio, voi siete in buone mani”.

Il loro aereo diviene incontrollabile e vira da solo. Esso inizia una discesa come se fosse stato preso da qualche invisibile grande ascensore e atterra dolcemente.

Molti uomini si avvicinano a piedi. Essi sono alti e hanno i capelli biondi. A una certa distanza Byrd vede una “grande città scintillante di zampilli colorati arcobaleno” A partire da questo istante egli nota che “tutti gli avvenimenti che seguono sfidano l’immaginazione e sarebbe della follia se essi non fossero davvero arrivati”. Byrd e l’operatore radio vengono ricevuti cordialmente. Salgono su una piccola piattaforma mobile di trasporto senza ruote che li porta, con grande rapidità, verso la città scintillante. La città sembra essere fatta con materiale cristallino. Essi arrivano davanti a un grande edificio d’un tipo che non avevano mai visto prima. Sembrava essere tratto direttamente dagli schizzi di Franc Lloyd Wright o forse da un film di Buck Rogers, precisa Byrd.



[ croponline.org ]


I due uomini si vedono offrire un tiepido beverone dal gusto conosciuto, ma delizioso. Dopo circa 10 minuti due uomini chiedono loro di accompagnarli. Byrd penetra così in quello che sembra essere un ascensore, che lo porta in un lungo corridoio rischiarato da una luce rosa che emana dai muri. Uno degli esseri gli fa segno di fermarsi davanti a una grande porta. Sulla porta si trova un’iscrizione che egli non può decifrare. Uno degli uomini gli parla: “Non abbiate alcuna paura, ammiraglio, voi avrete adesso un udienza con il Maestro…” Byrd vede un uomo con dei tratti delicati e con il segno degli anni sul viso. E’ seduto a una tavola lunga. Questi lo invita a sedersi e gli dice: “” Noi vi abbiamo permesso, ammiraglio, di entrare qua poiché siete di nobile carattere e siete conosciuto nel mondo della superficie della Terra… Voi siete adesso nel territorio degli Arianni, che è il mondo interiore della Terra. Vi dirò adesso perché siete stato convocato qua. Il nostro interesse comincia immediatamente dopo che la vostra razza ha fatto esplodere le prime bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki in Giappone. E’ in questo drammatico momento che noi vi abbiamo inviato le nostre macchine volanti, le “Flugelrads”, sul vostro mondo di superficie, allo scopo di studiare quello che aveva fatto la vostra razza…

Non abbiamo mai interferito prima nelle guerre e barbarie della vostra razza, ma ora lo dobbiamo fare, poiché avete imparato a manipolare con una certa perizia quello che non spetta agli umani e cioè l’energia atomica. Nostri emissari hanno già consegnato dei messaggi alle potenze del vostro mondo e tuttavia esse non ne tengono conto. Adesso voi siete stato scelto per attestare che il nostro mondo esiste.

Vedete, ammiraglio. La nostra cultura e la nostra scienza sono avanti di molte migliaia di anni rispetto a quelle della vostra razza.

Nel 1945 e anche dopo, noi abbiamo cercato di contattare la vostra razza, ma i nostri sforzi non hanno incontrato che ostilità e i nostri Flugelrads sono stati mitragliati…. Figlio mio, c’è una grande tempesta che si concentra sul vostro mondo, un furore nero che sussisterà esso stesso per molti anni. Non ci sarà alcuna possibilità di risposta da parte dei vostri eserciti, non ci sarà alcuna protezione da parte della vostra scienza. Questo furore imperverserà sino al punto che ogni fiore della vostra cultura sarà calpestato e tutte le cose umane siano immerse in un grande caos.

La vostra guerra recente era solamente un preludio di quello che ancora deve succedere alla vostra razza. Noi qua lo vediamo più chiaramente ogni ora. I tempi oscuri che verranno adesso per la vostra razza copriranno la Terra come un velo, ma io credo che una certa parte del vostro popolo attraverserà questa tempesta al di là di quello che non posso esprimere. Noi vediamo, in un avvenire molto lontano, un nuovo mondo che rinasce dalle rovine della vostra razza e che ricerca i suoi tesori perduti e leggendari, e che saranno qua, figlio mio, grazie alla nostra salvaguardia.
 
Quando arriverà questo tempo noi verremo di nuovo ad aiutare la vostra cultura e la vostra razza a rivivere. Forse allora voi avrete appreso la futilità della guerra e dei suoi conflitti…e, dopo questo tempo, riappariranno di nuovo certi punti della cultura e della scienza della vostra razza. Voi, figlio mio, dovete ritornare al mondo della superficie per confidargli questo messaggio…”

In seguito l’ammiraglio fu riaccompagnato a bordo del suo aereo. Appena la porta si richiuse l’aereo venne sollevato da una forza invisibile finché raggiunse un’altitudine di 2700 piedi. Lo raggiunse allora un messaggio radio: “Noi vi lasciamo adesso, ammiraglio, i vostri apparecchi di controllo sono adesso funzionanti. Auf wiedersehen ! Byrd vede di nuovo delle vaste superfici di ghiaccio e di neve, e prende contatto senza problemi con il campo base. Tutto era ritornato normale.

Di ritorno negli USA l’ammiraglio proseguì la redazione del suo giornale in questi termini: “Ho appena assistito a una riunione del Pentagono. Io ho esposto pienamente la mia scoperta e il messaggio del “Maestro”. Tutto è stato debitamente registrato. Il Presidente è stato avvertito. Sono ora trattenuto per molte ore. Vengo intervistato specificatamente dalle Forze di sicurezza e da una equipe medica. Sono messo a dura prova ! Vengo messo sotto stretto controllo da parte della Centrale di previsione della Sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Mi si ordina di non parlare di tutto quello che io ho appreso per conto dell’umanità ! Mi sono ricordato allora che sono un militare e ho dovuto obbedire agli ordini. Tutti questi anni che sono passati dal 1947 non sono stati davvero piacevoli .

Scrivo ora una nota finale in questo singolare giornale di bordo. Nel chiuderlo io devo dire che in tutti questi anni ho tenuto fedelmente segreto questo” affaire”, come mi era stato richiesto. Ciò è stato completamente contro le mie convinzioni di diritto morale. Adesso sento venire su di me la lunga notte e questo segreto non morirà con me, ma come ogni verità che un giorno si impone, pure esso trionferà…

Io ho fatto il mio dovere contro il mostruoso complesso industriale militare. Proprio come la lunga notte dei confini artici, il sole brillante della verità ritornerà ancora e quelli là che sono nell’oscurità saranno inondati dalla sua luce.

Poiché io ho visto “questa Terra al di là del Polo, questo Centro del Grande Sconosciuto”. 24 Dicembre 1956.

Byrd morì nel 1957 e il suo giornale di bordo venne confiscato dal Pentagono per numerosi anni.

Molti si sono interrogati sulle allusioni germaniche del popolo sotterraneo, come auf wiedersehen, sul leggero accento degli ospiti di Byrd, sulla parola “Flugelrads. Ora Flugelrad non vuol dire nulla in Tedesco, ma invece Fluegelrad significa in Tedesco letteralmente “ruota alata”. Alcuni hanno sospettato che certe “logge o obbedienze tedesche” siamo all’origine del testo di Byrd, tanto più che lo stile del giornale di bordo non sembrava per nulla corrispondere all’uomo istruito che egli era e pareva essere stato redatto in un Inglese “dubbioso”.

Infine, come ha potuto essere pubblicato questo testo senza che i servizi segreti americani si opponessero ? Si tratta forse di un’ulteriore tentativo di “disinformazione” avente lo scopo di discreditare la teoria della “Terra cava” ?!...



[ Menphis75 ]



(In concomitanza con l’arrivo dei nuovi messaggi di Adama dalla città sotterranea di Telos ho trovato, durante un viaggio in Francia, una rivista sui Misteri in cui si parlava appunto dell’interno della Terra. Il punto di partenza del Dossier ivi pubblicato era il libro, ormai introvabile, di R. Bernard. Bernard era un americano che scrisse negli anni sessanta “La Terra Cava” di cui resta una copia in francese del 1971. Ho tratto dalla rivista di cui sopra questa sintesi del libro di Bernard allo scopo di adombrare anche l’aspetto storico-scentifico dell’esistenza di un mondo situato all’interno della Terra la cui realtà ci è stata tenuta nascosta, ma che noi sappiamo esistere dai vari messaggi ricevuti. Oltre al libro di Bernard vi sono altri testi sull’argomento tra i quali cito “Alla scoperta della Terra Cava” di Costantino Paglialunga del 2002).


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Vedi anche: http://www.artivision.fr/docs/Byrd.html
Immagini LiberaMente tratte dal web, alcune delle quali corredate dei collegamenti al sito originario.

Articolo pubblicato in ricordo dell'amico Franco Longo, prendendo spunto dal suo email del 27.2.07, ore 11,30.




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