LA STORIA, LE TESTIMONIANZE, IL COVER-UP (terza parte)
Data: Friday, 08 January @ 17:34:04 CET
Argomento: Gestione Amministratore



 UFOLOGIA: LA STORIA, LE TESTIMONIANZE, IL COVER-UP - (3.a PARTE)

 Articolo pubblicato sul Numero 8/2009, pagina 6
 de "Il Faro del Fenera" - 
Autore: Liala Graziano - 30 Luglio 2009



Nei primi anni cinquanta dello scorso secolo nasce un fenomeno nuovo: il contattismo. Occorre innanzitutto precisare che i contattati raggiungono ormai i centomila in tutto il mondo, e quindi un fenomeno decisamente importante.

Il termine “contattati” indica i soggetti che si dicono in contatto con entità extraterrestri. Alcuni di questi avrebbero avuto contatti fortuiti, altri invece avrebbero rapporti continuativi nel tempo con intelligenze extraterrestri, delle quali sarebbero i portavoce.

Nella credenza più diffusa queste intelligenze extraterrestri avrebbero il compito di guidarci verso una nuova era e lo farebbero attraverso i messaggi affidati ai contattati, considerati il tramite fra l’umanità e una superiore dimensione cosmica. L’argomento principale di questi  messaggi è la profonda preoccupazione di questi esseri per le sorti del nostro pianeta.


ORFEO ANGELUCCI: L’ITALO-AMERICANO CHE HA INCONTRATO GLI ALIENI

La vicenda di contatto con esseri provenienti da altre dimensioni vissuta da Orfeo Angelucci si snoda tra il 1952 e il 1953. E’ un italo-americano con uno stato di salute un po’ precario al quale si aggiunge una vera a propria fobia verso i fulmini e un’incredibile percezione dell’avvicinarsi di temporali. Questa sua peculiarità lo induce ad interessarsi come autodidatta all’argomento dell’elettricità nell’atmosfera, e successivamente allo studio della metafisica. Il 23 Maggio del 1952 verso mezzanotte, mentre sta rientrando a casa in macchina, comincia ad avvertire un progressivo aumento di elettricità nell’atmosfera, nonostante non ci fosse la minaccia di un temporale. Si trova nella periferia di Los Angeles, quando nota in cielo un oggetto discoidale che scende a circa 10 metri sopra la sua macchina e la segue. L’Ufo lascia fuoriuscire due sfere luminose di colore verde che si posizionano qualche metro sopra l’autovettura, e con una improvvisa accelerazione scompare nel cielo. Angelucci  nel frattempo ha raggiunto un luogo isolato, sente che deve accostare, si ferma e scende dalla macchina. Le due sfere rilasciano come uno schermo trasparente, una pellicola e da questo fuoriesce una voce tranquillizzante che gli dice: “Non temere Orfeo, siamo amici”. Improvvisamente appare una nebbiolina verde che una volta diradatasi proietta l’immagine tridimensionale dei volti di un uomo e di una donna che trasmettono ad Angelucci un senso di pace e di bellezza. Qualche istante dopo i volti svaniscono e la voce riprende a farsi udire: “La strada si aprirà, Orfeo. La gente del tuo pianeta è stata per secoli sotto osservazione. Ogni momento del vostro progresso ci è noto. Siamo uniti a voi da un antichissimo legame, che poggia sull’affetto primordiale che un tempo esisteva fra il nostro pianeta e la Terra. Con profonda partecipazione abbiamo assistito nel corso del tempo alla crescita del tuo pianeta, dominata dal dolore. Consideraci i tuoi antichi fratelli. Sappiamo che i dischi volanti da voi sono oggetto di derisione, ma questo era previsto ed auspichiamo che la stirpe umana possa un giorno accettare l’idea di altre razze che dallo spazio vengano a visitare la Terra. La legge cosmica impedisce che un pianeta interferisca nell’evoluzione di un altro: la Terra quindi deve riuscire a costruire autonomamente il proprio futuro. Faremo il possibile per aiutare la Terra in questo senso, nei limiti consentiti dalla legge cosmica. La nostra ricomparsa nei vostri cieli è motivata dal pericolo in cui versa la vita stessa sulla Terra, in questa particolare fase del progresso tecnologico. Sugli altri pianeti del cosmo esistono molte versioni di esistenza fisica e spirituale. Ognuna di queste è conforme alle condizioni specifiche del pianeta in questione. La maggior parte delle creature intelligenti del cosmo, sono date da energie sottili, molto più sottili di come si presentano sulla Terra, anche se quasi tutte tendono ad essere simili a voi nell’aspetto esteriore.”



[ Orfeo Angelucci, l'Italo-Americano che ha incontrato gli alieni ]


Seguono poi altre spiegazioni di carattere tecnico sui sistemi di propulsione dei dischi volanti a bordo dei quali la dimensione temporale cessa di esistere. I dischi inoltre possono rendersi invisibili all’occhio umano, oppure materializzarsi di colpo. E dopo aver nuovamente sottolineato la necessità per il genere umano di un comportamento più etico e responsabile, la voce saluta Angelucci promettendo che presto ci sarebbe stato un nuovo contatto. Angelucci pian piano si riprende, si accorge che è trascorsa circa un’ora, torna a casa e fra non poche esitazioni decide di raccontare tutto alla moglie. Meno di due mesi dopo, Angelucci sta passeggiando in una zona buia e semideserta di Los Angeles, quando vede davanti a sé alla sua altezza come una strana nube a forma di igloo. Entra in questa nube e si trova fisicamente nell’abitacolo di un disco volante. E’ da solo, si siede e improvvisamente si sente schiacciato al sedile per la forte accelerazione del disco. Improvvisamente da una parete si apre come un grande schermo dal quale vede in lontananza una sfera azzurra e tutt’attorno il buio. A questo punto ode nuovamente la voce che gli spiega che la sfera è il pianeta Terra. Dopo pochi secondi si ritrova all’interno di un’astronave madre dove gli viene detto che loro, allo scopo di aiutare il nostro pianeta in questo particolare momento, cercano un contatto graduale in base all’evoluzione della razza terrestre, e che lui è stato prescelto per divulgare questo incontro e il relativo messaggio. Per suggellare il tutto gli imprimono un marchio circolare sul petto, per mezzo di un raggio di luce. Angelucci scrive nel suo libro: “In quel momento sublime appresi il segreto della vita”.

Viene riportato sulla Terra dove si sente lui stesso un alieno, perché a seguito dei grandi insegnamenti ricevuti, non riesce più a condividere il nostro sistema di vita e ora sa che il tempo così come noi lo intendiamo non esiste, ma è solo un’illusione dei nostri sensi.

Qualche giorno dopo, per la prima volta, incontra fisicamente il suo referente cosmico: si presenta come una persona normale, è alto e ben proporzionato. Durante questo incontro, l’essere ricorda ad Angelucci tutti i rischi che incombono sul nostro pianeta e gli racconta la storia del suo e del nostro pianeta, spiegando che la Terra è attualmente la patria del dolore e della materialità, in quanto in tempi lontanissimi essa fu scelta per ospitare gli angeli ribelli. E racconta: “Un tempo esisteva nel vostro sistema solare un pianeta, che era il più splendido in assoluto, la sua orbita era tra Marte e Giove. Era la patria originaria della vostra razza. Chi lo abitava non conosceva dolore, preoccupazioni, malattie, morte. Fra gli esseri eterei dell’Universo esso era noto come la Stella del Mattino. Ma un giorno orgoglio ed arroganza sorsero nel cuore degli abitanti: dopo che essi ebbero scoperti i segreti della materia ed il grande segreto della Creazione, cercarono di utilizzare questa immensa forza, movendo guerre fra di loro e contro i loro fratelli cosmici, che erano meno egoisti. Alla fine distrussero il proprio mondo che ora è ridotto ad un’inutile cintura rocciosa, orbitante per sempre nel vostro sistema solare. Perché questi esseri potessero nuovamente apprendere nel tempo, i valori della reciproca comprensione, della compassione e dell’amore, furono fatti rinascere nel basso contesto evolutivo della materia densa e grezza, propria di un piccolo pianeta, che era la Terra, condannati laggiù a vivere la loro vita sotto l’egida della sofferenza, della delusione, della paura e della morte. Ogni essere deve affrontare da solo il proprio destino, per pervenire all’eventuale redenzione.”

Dopo circa un mese Angelucci incontra nuovamente l’essere nella stazione degli autobus, questa volta vestito da uomo d’affari, e in più occasioni scorge in cielo velivoli extraterrestri. Ma il culmine dell’esperienza di Angelucci avviene all’inizio del 1953 quando viene portato sul pianeta del suo amico dello spazio. Qui la realtà non è fisica, ma piuttosto su un piano dimensionale diverso da quello a cui noi apparteniamo. L’esperienza inizia con un forte formicolio alle mani, alle braccia e alla base del collo, dopodiché viene colpito da una forte sonnolenza che lo porta a cadere sul divano privo di sensi, risvegliandosi solo sette giorni dopo, sul posto di lavoro. A poco a poco riemergono i ricordi e rammenta che la sua avventura è iniziata ritrovandosi in una grande sala con luci diffuse, provando una strana leggerezza del suo corpo. Regna una atmosfera di pace e benessere, quando vede un pannello aprirsi e nella sala entra una donna stupenda che si presenta con il nome di Lyra. Lo rende edotto sulle leggi che regolano quel pianeta, caratterizzato da un vibrazione energetica molto più elevata rispetto a quella terrestre. Subito dopo entra nella sala un uomo e immediatamente Angelucci ricorda che sono l’uomo e la donna apparsi come proiettati sullo schermo durante il primo contatto. L’uomo spiega ad Angelucci che quella che lui vede dei loro corpi è solamente un’immagine, come se loro stessero indossando un abito solo per rendersi visibili ai suoi occhi. Qui ha modo di imparare molte altre cose sull’ambiente, sull’energia, e sull’imperativo per noi terrestri di dominare l’egoismo, il materialismo e lo spirito di prevaricazione che in caso contrario ci portano all’autodistruzione.

Nel dicembre del 1953 Angelucci incontra ancora una volta il suo amico extraterrestre che gli dice di divulgare quanto appreso perché ormai si è conclusa la sua missione. Dopo pochi anni Angelucci muore, ma lascia un paio di libri a testimonianza.

Egli viene citato anche  da Carl Gustav Jung nel libro “Su cose che si vedono in Cielo”.

L’esperienza vissuta da Angelucci è avvenuta tra il 1952 e il 1953, anni in cui per quel poco che si parlava di ufologia, questa veniva ancora interpretata come struttura esclusivamente materiale e fisica, e quindi è decisamente anticipatrice dei tempi, poiché è solo negli anni '80 che si comincia a parlare di astronavi composte da energie sottili in grado di materializzarsi o smaterializzarsi.

Continua


Liala Graziano
Dirigente d'azienda, responsabile di un centro erboristico. Presidente dell'Associazione Culturale "LIM" e membro del CUN (Centro Ufologico Nazionale). Da più di 15 anni si occupa di ufologia e del fenomeno dei "Crop Circles". Master Reiki, relatrice in vari congressi e conduttrice di seminari.






Questo Articolo proviene da LiberaMenteServo
http://www.liberamenteservo.it

L'URL per questa storia è:
http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3433