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di aggiornamento della pagina: 14.3.2008
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TORNA IL NUCLEARE? | ![]() |
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| L'ultimo punto di forza degli avvocati dell'energia nucleare consiste nel presentare questa fonte di energia con l'alternativa al possibile esaurimento delle riserve di combustibili fossili, soprattutto idrocarburi. | ||
| L'alternativa va cercata altrove: in una revisione dei consumi energetici ed elettrici, in una revisione dei modelli consumistici e merceologici dell'umanità, e in un crescente ricorso alle fonti energetiche rinnovabili. Una simile revisione e transizione richiede ricerche scientifiche di base, innovazioni tecniche e attività manifatturiere su una scala senza precedenti, e tale da innescare un eccezionale aumento dell'occupazione, sia nei paesi industriali, sia in quelli del Sud del mondo. | ||
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| Il giorno in cui si deciderà di abbandonare l'energia nucleare, si dovrà cominciare ad affrontare i giganteschi problemi scientifico-tecnici della sistemazione del combustibile irraggiato e dei materiali radioattivi formatisi nelle attività passate; dello smantellamento delle centrali e dei reattori nucleari ancora esistenti, tutte operazioni che richiedono crescenti conoscenze, innovazioni e attività e l'impiego di decine di migliaia di specialisti nei campi della fisica, chimica, biologia,ingegneria. | ||
| Nel frattempo, per evitare nuove catastrofi, occorre rendersi conto che gli effetti devastanti delle catastrofi dipendono dalle condizioni sociali e politiche che consentono alla tecnologia di sfuggire ai controlli umani e collettivi. Tali condizioni sono rappresentate dal potere e arroganza dei produttori, dalla complicità fra potere economico e governi, dalla debolezza o inesistenza di una cultura popolare nei confronti dei processi tecnico-scientifici, produttivi, merceologici, della società moderna. | ||
| I grandi mezzi di comunicazione parlano di tutto fuorché delle cose importanti della vita moderna, cioè come sono fatti gli oggetti e le merci che usiamo. | ||
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| L'energia e l'elettricità sono fra le merci più pervasive che si conoscono: dove e da chi vengono fabbricate? Come sono controllate? Non c'è da meravigliarsi di questi silenzi, perché i mezzi di comunicazione sono per la quasi totalità controllati dal potere politico-affaristico, dai fabbricanti e venditori di merci che inducono i "consumatori" ad acquistarle con la pubblicità, tendente ad escludere qualsiasi informazione su che cosa le merci sono e come sono fatte. Anche la scuola e l'università sono in genere assenti nella diffusione di una cultura popolare e critica sulle innovazioni della produzione. | ||
| Vale la pena continuare in una corsa verso merci inutili che portano danni, o proviamo a chiederci e a spiegare: che cosa produciamo? Che cosa succede dentro la centrale o la fabbrica vicino al nostro paese? Che cosa acquistiamo? A che cosa servono le merci che spesso hanno un così elevato contenuto di violenza nei confronti dell'ambiente e delle persone? | ||
| Scopriremo, così, che il controllo pubblico sugli atti dei governanti e degli imprenditori oltre a ridurre le morti e i danni umani, è un formidabile stimolo all'innovazione, alla ricerca scientifica, a nuovi processi di produzione di merci meno violente, capaci di soddisfare, molto meglio delle attuali, i bisogni umani, che comprendono anche la sicurezza, il diritto alla vita, la dignità. | ||
| Su questa strada non c'è posto per l'energia nucleare. | ||
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"... in tutto il mondo verranno costruite delle torri. E si dirà che nelle torri abiterà la vita, mentre saranno i castelli della morte. Alcuni di questi castelli saranno scrollati e dalle loro ferite uscirà sangue marcio che infetterà la terra e il cielo. Perché i grumi di sangue infettato voleranno come rapaci sulle nostre teste. E più di un rapace cadrà sulla terra e la terra dove cadrà diventerà deserta per sette generazioni". Grigorji Rasputin (profezie). |
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